Intesa con il ministero, definiti i programmi di riqualificazione per viale Suzzani e il distretto militare di Baggio La strategia del Comune: «Allargare i parchi e contenere le nuove costruzioni». Ora la procedura di bonifica Una scuola di arti e mestieri alla Mameli. Un grande parco in piazza d'Armi e un mix di edilizia libera e housing sociale negli ex Magazzini di Baggio. Comincia a prendere forma la valorizzazione delle caserme dismesse sul territorio milanese su cui ha lavorato a lungo l'ex vicesindaco e assessore all'Urbanistica, Ada Lucia De Cesaris. Il 7 agosto scade il protocollo d'intesa tra Ministero della Difesa, Comune e Agenzia del Demanio ma è previsto un periodo di moratoria fino a ottobre che verrà quasi sicuramente utilizzato, perché nell'anno di validità del documento si sono verificate due novità importanti. La caserma Mameli di viale Suzzani è stata ceduta dallo Stato a Cassa depositi e prestiti, mentre per gli ex Magazzini di Baggio (che insieme a Piazza d'Armi rappresenta un unico ambito di trasformazione urbana), è in via di perfezionamento il passaggio a Invimit, la società di gestione del risparmio del Ministero dell'Economia e delle Finanze (Piazza d'Armi è già nella pancia del fondo Invimit), due soggetti che non erano presenti nel protocollo d'intesa e che avranno il compito di concerto con Palazzo Marino di stendere i piani attuativi per valorizzare gli oltre 724 mila metri quadrati un tempo proprietà del ministero della Difesa. Quindi, cambia anche lo scenario finale: non sarà più necessario un accordo di programma ma si passerà direttamente al piano attuativo. Dopo gli scali ferroviari un altro pezzo abbandonato della città torna ad avere una prospettiva urbanistica. Partiamo da Piazza d'Armi, fino a 20 anni fa storico campo d'esercitazione della Perrucchetti. Si tratta di 618 mila metri quadrati. Nelle more del passaggio a Invimit, Palazzo Marino, in accordo con il ministero della Difesa e il Demanio, ha anticipato gli interventi di sgombero delle occupazioni abusive e ha provveduto allo smaltimento dell'amianto. Adesso si provvederà alla caratterizzazione per i possibili interventi di bonifica. Li eseguirà direttamente il Comune su incarico dell'Agenzia del Demanio. L'intenzione è quello di destinare a verde e servizi il 50 per cento dell'area e permettere così un collegamento con il Parco delle Cave e un ingresso al sistema Boscoincittà. Se poi si tratterà di un parco per i bambini come aveva detto nel 2014, Giuliano Pisapia o qualcosa di differente, poco cambia, l'area verde è la precondizione come previsto dallo stesso piano di governo del territorio. Tanto che la parte di sviluppo, ossia quella che prevede la costruzione di edilizia libera e di housing sociale viene spostata sull'area già edificata degli ex magazzini militari di Baggio. L'indice previsto è dello 0,70 per metro quadrato, di cui lo 0,35 per l'edilizia libera e lo 0,35 per l'edilizia sociale. L'obiettivo è quello di salvaguardare al massimo l'area verde e andare a costruire sul già costruito. Si sta cercando di risolvere anche il problema dei tanti orti abusivi che sono sorti in Piazza d'Armi con la regolarizzazione successiva degli spazi. L'altra area su cui si sta lavorando è quello della caserma Mameli, con una superficie di quasi 106 mila quadrati di cui almeno il 30 per cento deve essere destinato a verde e almeno un altro 20 per cento a servizi. L'istruttoria è iniziata da tempo e l'intenzione dell'amministrazione era quella di riproporre l'esperienza della Piazza dei Mestieri di Torino. Di che si tratta? Lo prendiamo direttamente dalla pagina internet degli interessati. «La Piazza dei Mestieri si ispira dichiaratamente a ricreare il clima delle piazze di una volta, dove persone, arti e mestieri si incontravano e, con un processo di osmosi culturale, si trasferivano vicendevolmente conoscenze e abilità... L'obiettivo finale è quello di creare un punto di aggregazione dei giovani in cui sia evidente un contenuto educativo e dove si possa sperimentare un approccio positivo alla realtà, dall'apprendimento al lavoro». Traduciamolo nella realtà milanese come una vera e propria scuola professionale dove i ragazzi apprendono un mestiere e si cerca di recuperare quei giovani che si sono persi per strada. Se ne è già parlato in zona e se ne parlerà ancora prima del passaggio definitivo in giunta. Probabilmente nel mese di settembre. Sempre che l'amministrazione intenda proseguire sulla strada tracciata dall'ex assessore Ada Lucia De Cesaris.