La Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio di Roma conferma che la Regione Lazio non poteva eliminare la tutela paesaggistica Dalla Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio di Roma viene la conferma che il fosso esiste, non è intubato e che la Regione Lazio nel metodo e nel merito seguito per cancellare il vincolo paesaggistico non ha seguito neanche quanto previsto dalle stesse norme che si è data col Piano Territoriale Paesistico Regionale (PTPR) in quanto la rettifica decisa non si fonda su una richiesta del Comune di Roma come prescrive l'art. 35, al punto 21 (chi l'ha chiesta il Consorzio dei costruttori?) ed inoltre una nota della Direzione Regionale del MIBACT del giugno 2014 riportata nel documento si rileva che "nonostante il protocollo d'intesa stipulato l'11122013 la Regione Lazio aveva emanato unilateralmente la la delibera della Giunta Regionale 2014 nonostante fosse in corso il tavolo congiunto sul PTPR". Nel documento vengono elencate tutte le leggi esistenti sul regime delle acque non considerate nella delibera regionale che cancella la rilevanza paesaggistica. Il documento è lungo e documentatissimo, ma Italia Nostra Roma l'ha avuto solo oggi e deve ancora entrare nel merito per verificare se sono stati compiuti atti illegittimi con eventuali danni erariali ed in particolare se è stato messo a rischio il sistema idrogeologico di quel settore. Quello che è ormai evidente che Comune e Regione con i loro uffici preposti al controllo e alle verifiche delle documentazioni presentate dai privati in materia urbanistica ed edilizia, in questo caso, non hanno sostenuto l'azione coraggiosa di denuncia del Presidente del è Municipio VIII, Andrea Catarci e del suo Assessore all'Urbanistica Massimo Miglio, ma anzi l'hanno di fatto ignorata se non addirittura ostacolata. La prova risiede nel fatto che il documento del MIBACT che ristabilisce la legalità proviene da una riunione della Commissione Regionale con all'ordine del giorno: "Roma Fosso delle Tre Fontane Italia Nostra richiesta di riconferma del vincolo paesaggistico eliminato dalla Delibera di Giunta Regionale". Perché, invece, non si è mosso il Comune con gli Assessorati all'Ambiente e all'Urbanistica per chiedere (perlomeno) quale era il parere del MIBACT sull'esistenza del vincolo visto che la Regione si era guardata bene dal farlo? Sono uscite poco fa le dichiarazioni alla stampa dell'Assessore Caudo che appoggiano la decisione di dissequestro della Procura, che, sentito i pareri dei consulenti del PM, ha deciso che il fosso è stato seppellito nel 1980 con la costruzione di via Ballarin. Ma la Procura e il PM sono a conoscenza dell'ampia e documentatissima presa di posizione del 14.07.15 del MIBACT che invece dichiara che il fosso esiste e non è intubato? Chi ha titolo per verificare l'esistenza del fosso? Per Italia Nostra Roma sarà un dovere intervenire nel merito di questa ultima notizia per avere urgentemente chiarimenti dalla stessa Procura della Repubblica. Mirella Belvisi, vicepresidente della Sezione di Roma 338.1137155
ROMA-Italia Nostra Roma: il Fosso delle Tre Fontane
La Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio di Roma ha confermato che il fosso delle Tre Fontane a Roma esiste e non è stato intubato. La Regione Lazio non ha seguito le norme per cancellare il vincolo paesaggistico, non ha richiesto il parere del MIBACT e non ha verificato l'esistenza del fosso. Il Comune di Roma non ha mosso azione per chiedere il parere del MIBACT. La Procura della Repubblica ha deciso che il fosso è stato seppellito nel 1980, ma il MIBACT ha dichiarato che il fosso esiste e non è intubato. Italia Nostra Roma ha richiesto chiarimenti dalla Procura per verificare se sono stati compiuti atti illegittimi.
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