ORMAI è tardi per fare qualcosa entro agosto, ma da settembre il Polo Reale, che da sabato aprirà soltanto a "mezzo servizio", potrebbe riprendere a girare a pieno ritmo con un mese d'anticipo rispetto ai piani, con l'aiuto degli studenti universitari e dei giovani volontari. Quando ieri mattina il sindaco Piero Fassino ha letto su Repubblica che per tutto agosto e settembre i quattro musei sabaudi resteranno aperti con un percorso di visita dimezzato a causa dell'ormai endemica scarsità di personale, che d'estate, con le ferie, diventa una vera e propria emergenza, è saltato sulla sedia. Se il Polo Reale aspira a diventare il museo più grande d'Italia, in una città che lotta per affermarsi nel panorama internazionale come meta d'arte e cultura, non può permettersi deve aver pensato il primo cittadino di chiudere a metà perché non ci sorveglianti, per tenere poi aperte tutte le sale il resto dell'anno. Cos'ha Torino in meno rispetto agli Uffizi? Da ieri tra Palazzo Civico e Palazzo Chiablese si lavora a una soluzione. Il sindaco Fassino ha approfittato dell'incontro per la firma del passaggio di proprietà di Palazzo Madama dallo Stato al Comune per parlare della questione con il segretario regionale dei Beni culturali, Benedetto Luigi Compagnoni. Il quale, essendo nuovo di Torino, forse non avrebbe mai immaginato di trovare in Fassino un sindaco che, quando c'è di mezzo la cultura, è pronto anche a farsi carico di problemi che non sono di stretta competenza del Comune. «Cerchiamo insieme una soluzione ha proposto a Compagnoni, nel corso dell'incontro a tu per tu nello studio del primo cittadino Se mi avessi chiamato prima avrei fatto subito qualcosa per cercare una soluzione». Per agosto, infatti, ormai è troppo tardi. Ma per settembre, un mese prima rispetto al piano di chiusura a metà prospettato dalla direzione del Polo Reale, si potrebbe già fare qualcosa. Fassino pensa ad una mobilitazione degli studenti universitari di storia dell'arte e di archeologia, magari attraverso il sistema retribuito delle 200 ore, e a un bando per chiamare giovani volontari da affiancare ai sorveglianti di Palazzo Reale, Galleria Sabauda, Armeria Reale e Museo di Antichità, in modo da tenere aperti tutti i quattro chilometri di percorso di visita del Polo. «Il sindaco Fassino ha dato la sua piena disponibilità a collaborare per cercare una soluzione che allievi i problemi di carenza del personale» spiega il segretario regionale Compagnoni, che, in attesa della nomina del nuovo direttore del Polo Reale, ne ricopre anche l'interim. Certo il ricorso a volontari e studenti, un po' come l'essersi affidati in queste settimane a 20 disoccupati assunti con le borse lavoro della Compagnia di San Paolo, non significherebbe fare completamente a meno dei custodi. «Per ragioni di sicurezza e di prevenzione degli incendi chiarisce Compagnoni non è possibile rinunciare al personale professionista, ma ovviamente noi siamo disponibili a valutare tutti gli strumenti che abbiamo per tenere aperto il più possibile il Polo, che non è solo volontà del sindaco Fassino, ma anche nostra». Se non altro, con il dimezzamento del percorso di visita durante i mesi di agosto e settembre si è dimezzato, da 12 a 6 euro, anche il biglietto di ingresso. «Così siamo venuti incontro ai turisti di fronte alla ridefinizione del percorso, che permette di visitare quanto del Polo è da non perdere, sempre con la possibilità di ampliarlo in base alla disponibilità di personale» spiegano a Palazzo Chiablese. Sulla questione del personale i sindacati Ugl, Unsa e Usb tornano però all'attacco: «Ci sono circa 40 persone dell'area vigilanza che sono distolte dai loro compiti istituzionali e impiegati negli uffici amministrativi».