DOPO dieci anni Palazzo Madama si rifà il trucco. In occasione del passaggio di proprietà dal Demanio al Comune di Torino (ieri è stato firmato il protocollo d'intesa) sono stati previsti diversi interventi per rendere più funzionale il museo. Nuovi spazi per ospitare biglietterie, bookshop, punto informativo e la caffetteria che sarà spostata al piano terra, dove ora si trovano le biglietterie. I lavori si concluderanno nel giro di due anni e mezzo per una spesa di 7 milioni. Il museo però, nonostante i cantieri, rimarrà sempre aperto. Tra gli interventi principali il rifacimento di un ampio spazio d'accoglienza nella Corte Medievale, dove si potrà accedere dall'attuale ingresso principale o da una nuova entrata dalla "fossa" medioevale per valorizzare la riqualificazione dei giardini. Il piano terra di Palazzo Madama sarà ad accesso libero e dove attualmente si trovano le biglietterie del Museo Civico di Arte Antica sarà piazzata la caffetteria. Una location meno d'impatto rispetto alla veranda juvarriana, ma il trasloco è necessario per rendere più "appetibile" la gestione della caffetteria ora situata ina una zona dove si può accedere solo col biglietto d'ingresso. Gli interventi prevedono anche il completamento dei lavori per recuperare la galleria ipogea Carlo Emanuele I, che sarà utilizzata come spazio espositivo e area conferenze, e il ripristino dell'ascensore della Torre Romana Sud installato negli anni Trenta. Ascensore che porta fino al tetto, potendo così far godere ai visitatori si una vista eccezionale su piazza Castello e su via Garibaldi. Il cuore del restyling è l'apertura del grande salone del Voltone dove saranno collocati tutti i servizi di accoglienza. del Museo Civico di Arte antica. Il progetto prevede anche di risistemare e ridisegnare le aree verdi sulla piazza intorno a Palazzo Madama, creando limiti naturali intorno al monumento equestre sul lato sud e sul retro del monumento al Duca D'Aosta, zona più degradata. «Alla conclusione dei lavori di riqualificazione si prevede di ottenere un polo museale moderno, pienamente integrato nel contesto culturale cittadino», sottolinea l'assessore al Patrimonio Gianguido Passoni che ha seguito con il direttore Carla Villari tutte le fasi del protocollo per il passaggio di proprietà a titolo gratuito tra il Demanio e la Città a fronte di un programma di valorizzazione del complesso. Alla firma del protocollo, ieri a Palazzo Civico, c'erano il direttore regionale dell'Agenzia del Demanio, Roberto Fusari, il segretario regionale del Ministero dei Beni Culturali, Benedetto Luigi Compagnoni, e il sindaco di Torino, Piero Fassino. «Con questo accordo - sottolinea il primo cittadino - si realizza una nuova operazione di federalismo demaniale che rafforza il progetto di valorizzazione del complesso di aree archeologiche, di edifici storici e di spazi museali che costituiscono il Polo Reale della città». Si tratta dell'ultimo tassellodi una riqualificazione durata anni, dal 1988 al 2001, data di prima riapertura parziale dell'edificio. Dal 2003 al 2005 è stato restaurata la Sala del Senato, oltre alle altre 14 stanze del piano nobile. Nel 2006, in occasione delle Olimpiadi, il Cio ha usato il Palazzo come sede di rappresentanza, prima che riaprisse come museo.