LA mano di un tifoso ha sfregiato il tempietto di San Giovanni in Oleo, in via di Porta Latina, gioiello ristrutturato dal Borromini e offeso da un campionario di slogan da stadio. Non si tratta di un caso isolato. Gli spruzzi di vernice ricoprono buona parte delle superfici cittadine e non risparmiano i monumenti. Dal tratto delle Mura Aureliane all'altezza di viale Pretoriano, a San Lorenzo, dove campeggiano i messaggi dei collettivi di sinistra, alle svastiche in piazza Adriana. La violenza dei writer non risparmia i beni culturali. E anzi, continua sul Lungotevere per esplodere su ponte Sisto. Voluto nel '400 da Sisto IV oggi il ponte, tra i più antichi di Roma, è ricoperto da florilegio di disegni, tag, scritte che mortificano la sua storia e ne compromettono lo stato di buona conservazione. Gli autori dello sfregio rischiano molto poco. Le sanzioni (la denuncia per danneggiamento se si tratta di beni pubblici, o la semplice multa da 420 euro) sono applicabili, infatti, solo quando gli autori vengono sorpresi in flagrante. Praticamente mai: il numero delle multe è insignificante, considerando invece che la task force dei vigili urbani, da giugno a dicembre del 2014, ha cancellato 530 scritte ingiuriose o offensive e altre 462 da gennaio a giugno scorso, per un totale, in media, di 70mila metri quadri l'anno. (luca monaco)