«ABBIAMO l'obbligo di fare un miracolo ». Oggi a Roma dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti e nei prossimi giorni un viaggio a Bruxelles per "salvare" un miliardo e 806 milioni di euro da spendere e certificare entro il 31 dicembre. Una missione che Vincenzo De Luca sintetizza "Disastro fondi europei". Così il presidente della Regione definisce, in un'affollatissima sala della giunta, l'attuazione del piano 2007-2013 ormai al capolinea. Un elenco di cifre impietose. «Un miliardo e 300 milioni - spiega De Luca - sono stati impegnati nel decreto di accelerazione della spesa nei Comuni ma, ad oggi, abbiamo appena 100 milioni di euro di spesa effettuata e certificata. Il pericolo è il dissesto finanziario per decine di amministrazioni comunali che, dopo aver speso i propri risparmi, ora rischiano di perdere i fondi europei e di finire in bancarotta». Secondo capitolo i grandi progetti, tra cui Pompei e porto di Napoli. «Su due miliardi e mezzo impegnati - avverte De Luca - finora sono stati spesi 800 milioni di cui settecento riguardano la metropolitana di Napoli». Altro dato i "finanziamenti alle imprese" dove in realtà, svela il governatore «non è arrivato un solo euro». Due ultimi casi: «Per la gestione del ciclo dei rifiuti sono certificati 23 milioni di euro e altri 7.9 per il miglioramento della salubrità ambientale rispetto a un impegno di 450 milioni. Questo è lo stato dei fondi. A fare testo è la spesa effettuata e certificata. Il resto sono chiacchiere. Hanno dormito tre anni e mezzo e poi hanno fatto solo scelte scellerate. Ora con il governo concorderemo una serie di richieste da fare all'Unione europea tra cui una maggiore flessibilità con l'obiettivo di perdere il meno possibile». Un lavoro che De Luca e il suo staff portano avanti su due binari: da un lato salvare il salvabile del piano 2007-2013 anche, spiega il presidente «con la cosiddetta procedura di sponda su cantieri già avviati». Dall'altro la ricostruzione del piano 2014-2020 che, aggiunge De Luca «deve essere reimpostato entro fine settembre dopo i rilievi dell'Unione europea inserendo Bagnoli, Napoli est e Centro storico». Nella sala della giunta De Luca si è presentato con l'assessore Serena Angioli e con Pasquale Granata, renziano doc, dirigente campano dell'Ifel, struttura di supporto della Regione. Nessuna traccia, invece, di Dario Gargiulo, il dirigente responsabile dell'Ufficio che si occupa dei fondi europei e che è stato di fatto sostituito da Granata il quale ha fornito a De Luca cifre e tabelle. Granata ha dichiarato di non essere consigliere o consulente e di aver partecipato come dirigente Ifel, ma la sua presenza al tavolo e l'assenza di Gargiulo sono il segnale di un turn over in arrivo tra i dirigenti. In difesa del lavoro degli ultimi cinque anni è così intervenuto Stefano Caldoro, oggi capo dell'opposizone di centrodestra in consiglio regionale, che ha lanciato un tweet: "Con me ok, raggiunti target. Non abbiamo perso un euro. De Luca? Già tragedia e si rischia di perdere fondi". «Al 31 maggio - ha aggiunto Caldoro - la Campania è stata promossa dall'Unione europea per aver superato i target di spesa. De Luca parte con il piede sbagliato». De Luca nel corso della giornata ha annunciato che sarà il governo a finanziare la rimozione di sei milioni di ecoballe a Giugliano: «Me lo ha garantito Renzi». In serata, riunita la giunta, ha nominato il sesto consigliere personale. È l'imprenditrice Patrizia Boldoni con l'incarico di rilanciare il turismo attraverso la valorizzazione dei beni culturali. Una nomina bollata da Amedeo Laboccetta,vice coordinatore regionale di Forza Italia: «La fortunata Patrizia Boldoni, ex moglie di Corrado Ferlaino, è nota alle cronache politiche per le cene elettorali deluchiane». Due le cene: una in campagna elettorale, la seconda dopo l'insediamento di De Luca.
Fondi Ue,missione Bruxelles per De Luca "Spendere nel 2015 quasi due miliardi"
Riassunto del testo in massimo 200 parole:
Il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ha definito l'attuazione del piano 2007-2013 come "disastro fondi europei" a causa della mancata certificazione di fondi per decine di amministrazioni comunali. Secondo De Luca, il piano ha impegnato 1,8 miliardi di euro, ma solo 100 milioni di euro sono stati spesi e certificati. I progetti più importanti, come la metropolitana di Napoli e la ricostruzione di Pompei, hanno visto spese di 800 milioni di euro, ma solo 700 riguardano la metropolitana.
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