I cinque musei comunali costano 3,6 milioni di euro all'anno e fruttano appena 99 mila euro, tutti incassati dalla Galleria d'arte Moderna con i suoi 30 mila visitatori all'anno. Gli altri quattro, palazzo Ziino, il museo Pitrè, lo Spasimo e l'Ecomuseo del mare sono gratuiti. Le cifre del deficit 2014 del comparto museale gestito da Palazzo delle Aquile sono state analizzate dal collegio dei revisori dei conti in vista del passaggio d'aula del bilancio 2014. Soltanto a Palazzo Ziino e alla Gam sono impiegati 60 dipendenti comunali, ed altrettanti lavorano negli altri tre siti culturali. Una voce questa delle risorse umane che pesa sui bilanci di Gam e palazzo Ziino per oltre 800 mila euro. Otto volte più di quanto incassato in un anno. Al costo del personale vanno aggiunti quelli per la videosorveglianza e la sorveglianza armata delle opere d'arte (del valore di decine di milioni di euro). Complessivamente il costo di Gam e palazzo Ziino si aggira sui due milioni di euro, per trentamila visitatori all'anno. «Il bilancio è lusinghiero, non va dimenticato che siamo a Palermo e non a Venezia o Firenze sottolinea la direttrice della Gam Antonella Purpura Nemmeno gli Uffizi sono in pareggio. Cinquanta dipendenti alla Gam non sono troppi, visto che dall'inaugurazione del 2006 non c'è stato un giorno in cui la galleria è rimasta chiusa. Senza contare che si tratta di dipendenti comunali che se non fossero utilizzati con profitto alla Gam, sarebbero spostati in altri settori e non cambierebbe il costo per il Comune». Fra le voci "in profondo rosso" nel rendiconto 2014 spicca anche la Città dei ragazzi, che doveva riaprire a fine luglio ed è ancora chiusa. Il parco giochi di fronte alla Palazzina cinese non fa incassare un solo euro a Palazzo delle Aquile a fronte di una spesa di 235 mila euro. Gli impianti sportivi (che l'amministrazione ha appena inserito fra i beni alienabili) gravano sulle casse di Palermo per 4,3 milioni di euro e producono un fatturato di 342 mila euro. I servizi cimiteriali e funebri chiudono il 2014 con deficit di due milioni di euro (4 milioni i costi, 2 milioni i proventi). I mercati ittico e ortofrutticolo hanno un costo di 960 mila euro ma gli introiti per il Comune sono 390 mila euro. Sono in perdita anche gli asili nido (meno 3,7 milioni), le mense scolastiche (meno 1,8 milioni). Complessivamente il deficit dei costi a domanda individuale è di oltre 16 milioni di euro (20 milioni i costi, 4 milioni i proventi, appena il 20 per cento). «Sugli asili nido e le mense scolastiche il deficit è comprensibile perché la politica è quella di tenere le tariffe basse per non gravare sulle famiglie dice Giulio Tantillo, consigliere comunale di Forza Italia Non sono accettabili i disavanzi dei mercati ortofrutticolo e ittico, dei servizi cimiteriali, ma soprattutto degli impianti sportivi e dei musei. Su queste voci questa amministrazione e le precedenti non sono state in grado di gestire i servizi in maniera efficiente. Non c'è un piano per lo sport, adesso l'intenzione è alienare tutti gli impianti, quando basterebbe darli in gestione ai privati. Certo non a titolo gratuito e con tutti i costi a carico del Comune, come avviene per la quasi totalità dei musei». Nel rendiconto che verrà portato all'esame del Consiglio comunale il dato più macroscopico resta l'aumento della pressione fiscale: da 251 milioni di euro del 2010 ai 487 del 2014. Nel 2013 le entrate tributarie erano 338 milioni. In quattro anni, 236 milioni in più. Un aumento dovuto esclusivamente al taglio dei trasferimenti agli enti locali che in tre anni sono passati da 446 milioni ( 2012) a 175 (2014). La cura dimagrante messa in atto dalla giunta Orlando dice che la spesa nel 2014 è scesa di 103 milioni di euro e il recupero dell'evasione fiscale è salita a 22 milioni.