AL via l'ultima gara per i lavori di restauro della Cappella della Sindone, che aprirà al pubblico nella primavera del 2017, a vent'anni dal rogo che la distrusse nell'aprile del 1997. Il bando per questa fase, che riguarda l'apparato decorativo interno - l'intervento forse più delicato, che ricostituirà la "pelle" della struttura e ridisegnerà le geometrie e le decorazioni di Guarino Guarini è pubblicato oggi sulla "Gazzetta ufficiale". È un'offerta solo economica, al ribasso ma secondo parametri "blindati". «Terminata l'Ostensione, siamo ripartiti - dice il segretario regionale per i Beni culturali Benedetto Compagnoni, che ha predisposto la gara - Abbiamo presentato ora il bando per sfruttare anche i tempi morti di agosto: le buste saranno aperte il 22 settembre mentre la partenza dei lavori, che dureranno un anno, è prevista nel mese successivo». Compagnoni annuncia anche che la Cappella della Sindone, dopo il restauro, sarà inserita a tutti gli effetti nel percorso di visita del Polo Reale, destinato a divenire, con 46mila metri quadrati di estensione, il museo più grande d'Italia, superiore per superficie anche agli Uffizi. Proprio per questo si stanno predisponendo nuove modalità di visita, dal biglietto a prezzo ridotto che vale per due musei soltanto (a fronte del ticket intero a 12 euro, utile per tutto il percorso) alla card fruibile per due giorni. In attesa che, da settembre ed è Compagnoni a guidare la transizione in atto - si insedi il nuovo direttore e il Polo assuma dunque la piena autonomia anche economica. Dopo questi ultimi lavori, finanziati con 2 milione e 700mila euro dalla Compagnia di San Paolo, ci sarà in realtà un'altra gara minore tra settembre e ottobre per il ripristino dei serramenti e delle coperture in piombo, finanziata con un milione circa proveniente dal ministero. Resteranno alcune parti da completare: tra queste c'è il cupolino che sovrasta la cappella, ornato da una raggiera dorata e circondato da una gloria di angioletti. Per questo delicato intervento si vorrebbe chiedere l'intervento della Consulta per la valorizzazione dei Beni artistici e culturali, per altri dettagli da completare si potrebbe ricorrere al crowdfunding o ad altri fondi ministeriali. Dopo il recupero strutturale della cappella (smontato nelle parti alte il "castello", rimane in piedi una struttura di rinforzo che sarà d'aiuto per i futuri ponteggi) e il lungo "cantiere della conoscenza", volto a svelare i "segreti" della straordinaria creatura guariniana, è quella che si gioca da oggi la partita decisiva: ovvero il restauro dell'apparato lapideo interno, delle superfici esterne, degli elementi decorativi in bronzo e in legno, secondo un progetto messo a punto dall'architetto Marina Feroggio che ha raccolto il testimone dalla precedente direttrice del progetto Mirella Macera, scomparsa nel 2010. «Lavoreremo sui conci, da reinserire come tanti mattoncini del Lego: è una grande scommessa che arriva però dopo un lungo periodo servito a verificare che la sperimentazione in atto fosse quella giusta» dice l'architetto Feroggio. Che non nasconde alcuni motivi di soddisfazione: «Nonostante i dubbi iniziali, siamo riusciti a impiegare il marmo nero di Frabosa, lo stesso utilizzato da Guarini, per le due grandi colonne di affaccio verso il duomo, pesanti 4 tonnellate, e per il cosiddetto arco sghembo, mentre per le più piccole si è adoperata la cava di Ardesio, nel Bergamasco. Tra le parti più delicate dei lavori che partiranno in autunno c'è proprio la ricostruzione del volume e della morfologia dei "conci" in pietra originali, oggetto di consolidamento dei precedenti cantieri, oltre che l'esecuzione degli intonaci esterni e interni, che riporteranno nella cappella quella luminosità soffusa ma affascinante di cui si era persa la memoria.