Alessandro Benevolo consulente del Comune per il Pgt C'è un aspetto della variante al Piano di Governo del Territorio adottata in Consiglio Comunale che è stata risparmiata dal fuoco delle critiche e delle difese a spada tratta. Non so se rallegrarmene o preoccuparmi. Si tratta della cosiddetta disciplina per la città storica. Una serie di regole anche molto minuziose, per il nucleo antico principale e per i nuclei secondari: Mompiano, Sant'Eufemia, Caionvico, Fiumicello, Folzano, Fornaci, San Bartolomeo, Urago Mella, Stocchetta, Mandolossa, Verziano, Borgo Trento, Buffalora, Noci e Girelli. Si tratta anche della disciplina per alcuni tessuti della città (di origine e disegno storico) occupati (in parte) da edifici costruiti tra la fine del XIX sec. e i primi quarant'anni del XX: via Solferino, via Diaz, viale Venezia e Ronchi, via Bonomelli, Viale Italia, via Manzoni, via Luzzago, via Veneto, Campo Fera, via Cantore, via Milano, via Stoppani, via Marche e di alcuni villaggi industriali pre-Padre Marcolini: il villaggio Pasotti, quartiere Bettinzoli, villaggio Ferrari, quartiere Leonessa e villaggio Bonoris. Si tratta infine anche della disciplina per altri numerosi edifici di valore storico e testimoniale disseminati in città al di fuori dei nuclei e dei tessuti storici. Ogni edificio di questo tipo avrà una disciplina che tiene conto della sua origine, del suo impianto tipologico, della sua distribuzione nello scacchiere urbano, con norme puntuali riguardo agli elementi da conservare e ai margini di innovazione. La loro distribuzione in città e la qualità diffusa che infondono ne fanno una colonna portante dell'assetto urbano, punti di gravitazione dell'organismo urbano, elementi di qualità diffusa da difendere. Vanno chiarite le regole per la trasformazione di questi elementi in futuro, per la difesa dalla loro omologazione col resto della compagine costruita, i servizi e le infrastrutture necessari a sostenerli. Di tutto questo nel primo Pgt di Brescia c'erano solo poche pallide tracce e con questa variante il recupero del patrimonio edilizio esistente di più antica origine può finalmente contare su un assetto normativo completo, moderno, efficiente come possono contare alcuni grandi centri storici italiani: Ferrara, Lucca, Venezia, Torino, Palermo, Firenze. Mi sono personalmente occupato di questa sezione del Piano in veste di consulente, consapevole che si trattava di procedere ad un doveroso risarcimento per una promessa mai mantenuta. Una disciplina urbanistica di questo tipo era stata infatti già abbozzata al principio degli anni '80 e mai però emersa in un piano per motivi che non vale la pena qui indagare (ma che, è bene ricordare, hanno spaziato tra superficialità e ignoranza). Così il nucleo antico principale, oltre alle istruzioni puntuali per ogni singolo edificio, ha indicazioni precise per i suoi tanti contenitori dismessi: Crociera di San Luca, Palazzo Bargnani, ex Tribunale e altre antiche sedi giudiziarie, Palazzo Avogadro, Casa Moro, ex Catasto in Via Marsala, Telecom Via Moretto, le caserme dismesse Goito, Gnutti e Randaccio, ex Fatebenefratelli, Ospedale dei Bambini, ex Genio Civile, Piazza Vittoria, Mercato dei Grani, ecc. distinguendo edifici che manterranno un uso a servizi da quelli che invece si prestano ad essere utilizzati a fini residenziali o altro. Distinguendo interventi per iniziativa privata da quelli per mano pubblica Anche il «guscio» del nucleo antico principale, gli spazi intorno al ring, avranno un trattamento speciale volto ad assicurare la continuità dei percorsi verdi, il recupero e la modernizzazione del Parco del Castello, la rivitalizzazione della Fortezza, il collegamento (pedonale) con Freccia Rossa e Stazione, con un nuovo percorso ciclo pedonale anulare completo che raccordi le diverse piste ciclabili da e per il centro. Anche gli altri nuclei minori avranno piccoli e mirati interventi volti a sottolineare il ruolo di centralità che questi luoghi rivestono. Se mi si consente, una vera svolta epocale nella successione degli strumenti urbanistici bresciani.
Brescia. Il nucleo storico è diffuso. Regole chiare sul suo utilizzo
Il Comune di Brescia ha adottato una variante del Piano di Governo del Territorio che include una disciplina per la città storica e per alcuni tessuti storici. La disciplina prevede regole per la conservazione e il recupero di edifici di valore storico e testimoniale, nonché per la trasformazione di questi elementi in futuro. La disciplina copre anche gli spazi intorno al nucleo antico principale, il Parco del Castello e la Fortezza, e prevede interventi per la rivitalizzazione di questi luoghi. La variante include anche regole per la difesa della qualità diffusa e per la trasformazione di edifici in futuro. La disciplina è stata preparata dal Consiglio Comunale e include indicazioni precise per ogni singolo edificio e per i suoi contenitori.
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