In tre mesi l'opera ideata dal Palladio si è abbassata di 5 centimetri. Il sindaco anticipa il restauro Bassano (Vicenza). Il Ponte degli Alpini, simbolo di Bassano del Grappa conosciuto in tutto il mondo, è in serio pericolo. Il verdetto delle ultime analisi eseguite è peggiore del previsto: in meno di tre mesi, ossia dal 20 aprile al 10 luglio, il monumento si è abbassato di circa 5 centimetri in corrispondenza della seconda stilata, il punto più critico. Negli ultimi mesi, la deformazione della struttura coperta, disegnata da Andrea Palladio, ha subìto un'imprevista accelerazione dovuta al legno ammalorato sotto il piano del calpestio. «Tra la fine 2012 e del 2013, il cedimento era stato di 3,5 centimetri spiega il sindaco Riccardo Poletto - dal settembre 2014 ad aprile di quest'anno è arrivato a 4 centimetri. E l'ultima verifica ha evidenziato un ulteriore peggioramento». Il Comune ha quindi deciso di anticipare i lavori di consolidamento e restauro che inizialmente erano previsti per i primi mesi del 2016. Non solo. Il sindaco, a titolo precauzionale, sta facendo predisporre un'ordinanza di chiusura dell'attraversamento nel caso in cui la portata del fiume dovesse arrivare a 500 metri cubi d'acqua al secondo. Attualmente, il divieto di passaggio scatta a fronte del superamento di 800 metri cubi al secondo, limite che l'Amministrazione ha deciso di abbassare in considerazione della situazione in cui versa il simbolo cittadino. «Stiamo accelerando l'avvio dell'intervento informa Poletto sarebbe preferibile aprire il cantiere fra qualche mese, in autunno». Una corsa contro il tempo per evitare ulteriori cedimenti. Il progetto esecutivo dell'intervento è in dirittura d'arrivo. Entro agosto sarà sul tavolo della Soprintendenza, che aveva già promosso il preliminare. «Se ci darà il via libera, procederemo subito con la gara d'appalto dice il sindaco a ottobre assegneremo i lavori e quindi via con il cantiere». Il progetto redatto da un'equipe interna, guidata dagli esperti Claudio Modena e Giovanni Carbonara, punta a conservare la struttura come l'aveva pensata Andrea Palladio ma introducendo delle tecnologie innovative per facilitare le future manutenzioni. «Interesseranno le fondazioni e il calpestio, le parti più deteriorate spiegano Poletto e il suo vice Roberto Campagnolo Ciascuna delle quattro stilate sarà irrobustita, nella parte sommersa, da una struttura reticolare di acciaio che la renderà più stabile, conferendo al manufatto maggiore elasticità. La seconda innovazione riguarda l'attraversamento. La pesante massicciata di cemento, sabbia e pietra sarà sostituita da un'altra struttura di metallo e legno ancorata alle due teste per aumentare la resistenza del monumento alle brentane e, per la prima volta, lo renderà antisismico. E di legno probabilmente sarà anche il rivestimento pedonale, come l'aveva previsto Palladio nel Cinquecento». Meno danneggiata la copertura , dove sarà sufficiente sostituire i materiali alterati. Il tutto per una spesa calcolata in circa 5 milioni di euro, in gran parte già coperta. Un milione e 700 mila euro è il contributo della Regione, al quale si aggiunge il milione della Fondazione Cariverona. L'amministrazione ha inserito nel bilancio 2015 un milione e 200mila euro, altri 200mila euro sono stati promessi dalla Provincia e ulteriori 200mila dovrebbero arrivare dalla mobilitazione «Aiutiamo il Ponte» che, tra piccole e grandi donazioni, finora ha raccolto 140mila euro. Ogni contributo è confluito nel conto corrente acceso dagli alpini della sezione Ana Montegrappa. Tra i testimonial dell'operazione, anche il patron della Diesel, Renzo Rosso, che ha raccolto finanziamenti mettendosi a disposizione di commensali.