L'area orientale di Napoli è considerata da molti anni il grande serbatoio inespresso delle potenzialità urbanistiche della città. Per secoli è stata una zona paludosa, insalubre e abbandonata, poi una volta prosciugate le paludi e sanati i terreni l'area divenne immediatamente periferia urbana, anche se si trovava a breve distanza del centro storico e dal cuore della città. La classe borghese partenopea, spinta ad abbandonare i vecchi quartieri anche a causa del colera del 1884, preferì allontanarsi molto più a ovest, a Chiaia, a Posillipo o al Vomero, nonostante le difficoltà di accesso e di urbanizzazione: la presenza del panorama fu decisiva nelle pianificazioni più o meno improvvisate dei tanti urbanisti napoletani, forse anche gli antichi coloni costruirono la Magna Grecia inseguendo soprattutto la bellezza. A oriente invece furono costruite case popolari, fabbriche o grandi depositi industriali: dopo più di un secolo troviamo immense porzioni di territorio abbandonato e dismesso che però inizia a suscitare un suo fascino, anche estetico, fondato su nuovi canoni di bellezza come il caos, il disordine o una diversa armonia. Il progetto che pubblichiamo oggi offre lo spunto per ricordare a tutti soprattutto ai nostri imprenditori che tanto investono a Milano che esiste l'area Est di Napoli. L'autore l'architetto Mario Coppola volutamente ha proposto un'idea che richiama l'estetica diversa, teorizzata tanti anni fa e ormai sperimentata con successo ovunque nel mondo, rifacendosi alle forme familiari che ricordano molto Zaha Hadid, offrendo ai lettori del Corriere un bel lavoro dal punto di vista dell'innovazione tecnologica e spaziale. Si tratta di un museo il MusAn posto a breve distanza dagli scheletri dei serbatoi abbandonati, non lontano dal Brin. «Il MusAn racconta Coppola si basa sull'idea del network e parte dalla riqualificazione di due edifici di archeologia industriale per dar vita a partire da questi lasciati integri ed «estesi» a una «rete» di spazi interconnessi, aperti e dinamici nei quali sono previste numerose attività (gallerie espositive, aule studio, biblioteca, multisala, discoteca, bookshop, ristorante e altro). I nuovi volumi generano delle corti verdi alberate, orientate est-ovest (in maniera da essere auto-ombreggianti), che reintroducono l'elemento naturale nella congestionata area industriale partenopea, ossigenandola e offrendole un Hub fortemente attrattivo. Il progetto prevede l'utilizzo di una serie di dispositivi tecnologici (tetti Venturi per la ventilazione naturale, tende pieghevoli, fotovoltaico, metallo e coibentazione da materiali riciclati) atti a ridurre i consumi energetici e a produrre energia rinnovabile a disposizione dell'intero quartiere. Il morphing e il linguaggio utilizzato conclude Coppola si basano sull'ibridazione della tipologia napoletana a corte con la topologia geometria adattiva, priva di strappi e di aggiunte tipica delle strutture viventi, negando di fatto la tradizionale separazione tra natura e cultura». Mentre il resto della città è saturo e non può accogliere più niente di nuovo, se non sacrificando sezioni di memoria, a Est si può intervenire senza grandi vincoli e senza troppi legacci. I napoletani, come gli antichi coloni, potrebbero spostarsi verso oriente, non solo perché qui c'è disponibilità di suolo, ma soprattutto perché vi è spazio per investimenti. E magari anche per scoprire, o inventare, una nuova bellezza. Peccato che non si riesca a farlo. A parte il Brin progettato dallo studio Vulcanica e voluto da un gruppo di imprenditori illuminati fino a oggi si è vista poca imprenditoria e poca architettura nell'aria orientale di Napoli, nonostante le feste, le chiacchiere, i proclami, i progetti, i propositi e tutto il resto, e anche gli articoli come questo. Bisogno dirlo: a Napoli si parla (si scrive) e si progetta troppo, in paragone a quanto si costruisce. Per questo la nostra città è in vetta alla classifica dell'incompiutezza, secondo il noto indice di Lam (chiacchiererealizzazioni).
Corriere della Sera
29 Luglio 2015
Napoli. MusAn, l'arte nell'area Est. Dove c'è la nuova bellezza
DI
Diego Lama
Corriere della Sera
L'area orientale di Napoli è considerata un grande serbatoio di potenzialità urbanistiche. In passato, la zona era paludosa e insalubre, ma dopo la prosciugazione delle paludi e la sanazione dei terreni, divenne periferia urbana. La classe borghese partenopea preferì abbandonare i vecchi quartieri a causa del colera e si trasferì a Chiaia, Posillipo o al Vomero. A oriente, invece, furono costruite case popolari, fabbriche e depositi industriali. Oggi, l'area è abbandonata e dismessa, ma comincia a suscitare un fascino estetico.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
📰 Articoli dello stesso autore
Corriere della Sera · 15 Gen 2009
ARCHITETTURA. Classifiche impossibili . Ma non fidatevi delle graduatorie
Corriere della Sera · 30 Gen 2009
Urbanistica, è insensata la distinzione tra destra e sinistra
Corriere della Sera · 23 Set 2009
NAPOLI - Venezia: La funivia dei musei? Bella, con due piloni-obelischi
Corriere della Sera · 24 Set 2009
NAPOLI - Gizzi: Funivia dei Musei, l'idea di Cascetta mi convince
Corriere della Sera · 19 Dic 2009
ARTE A NAPOLI Barocco o Barock? Ho visto le due mostre e vi dico perché preferisco il primo
Corriere della Sera · 26 Ott 2010
NAPOLI - E se a Napoli Est costruissero grattacieli?
Corriere della Sera · 12 Dic 2010
Architettura resistente nel borgo di Gricignano. Edifici che rispettano e valorizzano il territorio
Corriere della Sera · 1 Ott 2011
NAPOLI - La Biblioteca risanata
Corriere della Sera · 27 Mag 2015
La piramide di Pompei ? Gli intellettuali: un capolavoro
🔗 Articoli correlati
(stesse entità · ±2 anni)
il Sole 24 Ore · 11 Feb 2014
Con la crisi basta eccessi da archistar
Fonte non specificata · 1 Ago 2013
Restauri: Addio a Giuseppe Basile
la Repubblica · 29 Lug 2013
MILANO - Nuova vita a sedici cascine, parte il piano
la Repubblica · 30 Lug 2013
NAPOLI - Neumann, il superconsulente Lancerò il Forum culture
la Repubblica · 2 Ago 2013
TORINO - CHRISTILLIN: "ECCO L'EGIZIO RINNOVATO"
www.ilgazzettinovesuviano.com · 29 Lug 2013
Scavi di Pompei: il Cnr annuncia un progetto internazionale per salvare il sito
La Sicilia · 31 Lug 2013
SICILIA - GELA. Prima nave greca verso la svolta per l'atteso ritorno
il Sole 24 Ore · 2 Ago 2013
POMPEI- Beni culturali, in arrivo la soprintendenza speciale per Pompei
Corriere della Sera · 2 Ago 2013
POMPEI- Pompei avrà una Soprintendenza speciale
Il Mattino · 1 Ago 2013
NAPOLI-Girolamini, morto il conservatore nominato dopo lo scandalo furti
Corriere della Sera · 1 Ago 2013
NAPOLI-Morto improvvisamente Umberto Bile. Addio al curatore dei Girolamini
Corriere della Sera · 2 Ago 2013
ITALIA-Un milione di opere d'arte rubate e mai ritrovate.
Avvenire · 2 Ago 2013
ROMA-Paolucci: mandare ora soldi a Pompei significherebbe ingrassare la criminalità
Caserta News · 3 Ago 2013
CASERTA-"Valore Cultura", Mibac vara decreto: la Reggia confluirà nel Polo Museale di Napoli. Oggi il Ministro Bray a Palazzo Reale
www.restoalsud.it · 3 Ago 2013
NAPOLI-Il ministro Bray: "Una task force per fare grande Pompei e rilanciare il turismo"
Adnkronos · 2 Ago 2013
Bronzi di Riace, da Comitato quattro proposte per tutela e riapertura Museo
la Repubblica · 2 Ago 2013
Pompei avrà una sovrintendenza speciale
Corriere della Sera · 2 Ago 2013
Pompei avrà una Soprintendenza speciale. Il ministro Bray: Si distacca dal polo di Napoli e avrà un manager per garantire il rispetto degli impegni
Il Tempo · 3 Ago 2013
E arriva il decreto sulla cultura
La Stampa · 3 Ago 2013
La svolta del Governo. A Pompei uno "sceriffo"