OLIMPIADI con vista sul cantiere aperto o in qualche modo mascherato di piazza Vittorio. È la reale possibilità, ammessa ieri dall'assessore Maria Grazia Sestero, durante una riunione della seconda e della sesta commissione comunali. Al centro del dibattito, lo stato dei lavori per i parcheggi sotterranei in piazza San Carlo e piazza Vittorio dopo l'intervento del ministro dei Beni culturali Rocco Buttiglione a difesa dei reperti ritrovati. Se in piazza San Carlo, tutto sta procedendo secondo la tabella di marcia (non ci sono più resti, già catalogati e conservati), in piazza Vittorio, invece, il ministero ha sospeso l'intervento per la parte nord, dove esiste ancora un reperto che corre attorno alla fognatura e rinviato il giudizio al comitato di esperti che si riunisce oggi per esaminare gli aspetti archeologici mentre il 16 è prevista un'altra riunione per valutare la portata storica e architettonica dei rinvenimenti. Ed entro il 30 giugno ci sarà il giudizio definitivo. Ma questo mese di stop, aggiunto ai due precedenti quando i lavori sono andati avanti al rallentatore perla scoperta dei resti archeologici, rischia di far saltare le scadenze: metà piazza Vittorio non potrà essere coperta e agibile in occasione delle Olimpiadi. Il cratere dello scavo in quei giorni dovrà essere mimetizzato. «C'è questa possibilità conferma Sestero Il cronoprogramma concordato con l'impresa che sta eseguendo i lavori difficilmente può essere rispettato. Nella parte nord, bloccata dal ministero, non si è ancora ultimato lo scavo mentre in quella sud l'intervento va avanti. Ma dicono i tecnici è quasi impossibile recuperare il tempo perduto. Non ci resta che una soluzione: mascherare questo cantiere, come altri sparsi per la città». Nella discussione a Palazzo Civico Sestero ha pure ricordato che questi contrattempi avranno anche ripercussioni sui costi, suscitando le ire di Agostino Ghiglia, di Alleanza nazionale. Nessuna conseguenza invece in piazza San Carlo. Qui il problema è un altro o, se si preferisce, il solito: i commercianti della zona sono tornati a chiedere con insistenza, con una lettera indirizzata al sindaco e ai vari assessori che, dopo la fine dei lavori, venga garantito «l'attraversamento veicolare della piazza».Lo richiede, a nome dei colleghi, Salvatore Scollo, presidente dell'associazione di via Roma. «Va mantenuto il traffico di scorrimento: con le auto deviate, si creano ingorghi, code, inquinamento acustico. E la nostra clientela diserta». Alcuni commercianti (un centinaio), tra cui i gestori dei bar con dehors, stanno promuovendo anche una raccolta di firme per convincere l'amministrazione a rivedere il progetto di pedonalizzazione della piazza. Ma il sindaco Sergio Chiamparino non cambia idea: «Raccolgono firme? Lo facciano. Ma piazza San Carlo non appartiene solo ai commercianti. Se concedessimo il traffico di scorrimento, poi avremmo l'auto in sosta, anche solo per poco tempo. E poi la doppia fila. La pedonalizzazione è la soluzione migliore».