«Ho avuto con i carabinieri un lungo colloquio e ho chiarito tutto», ha spiegato Usai che, in una conferenza stampa, ha spiegato che i segni lasciati sui reperti sono trascurabili e che l'escavatore è indispensabile CABRAS. I lavori di scavo nell'area archeologica di Mont'e Prama, a Cabras, non si fermano e andranno avanti anche con l'uso del piccolo escavatore da ieri al centro di forti polemiche dopo una denuncia ai carabinieri del deputato Mauro Pili (Unidos), che ha lamentato danni causati ad alcuni reperti dall'uso del mezzo meccanico. L'ha annunciato nel pomeriggio Alessandro Usai della Sovrintendenza archeologica della Sardegna, direttore scientifico degli scavi. Usai, che parla di segni superficiali lasciati dall'uso dell'escavatore («raschiature»), stamane è stato interrogato dai carabinieri del Nucleo tutela del patrimonio culturale di Cagliari con i quali ha compiuto un sopralluogo nell'area degli scavi e nel museo di Cabras dove sono custoditi i reperti. «Ho avuto con i carabinieri un lungo colloquio e ho chiarito tutto», ha spiegato Usai che, in una conferenza stampa a Mont'e Prama, ha mostrato i reperti al centro della denuncia del deputato Pili (per i quali al momento non c'è alcun provvedimento di sequestro) e i segni dell'uso dell'escavatore. «Si tratta di alcune lastre con qualche piccolissimo, trascurabilissimo segno», ha dichiarato il direttore scientifico degli scavi, indicando segni superficiali lunghi non più di una decina di centimetri. Delle «raschiature», le ha definite Usai, che ha ammesso come una di queste abbia interessato anche un frammento di testa di una statua dei giganti rinvenuta l'altro giorno e ora custodita nel museo di Cabras: «Nulla di compromettente, comunque», ha assicurato. Usai ha spiegato con dovizia di particolari e senza reticenze, muovendosi questo pomeriggio da un punto all'altro dell'area di scavo, per quasi due ore. Ad ascoltarlo con i giornalisti anche i carabinieri di Cabras e quelli della Compagnia di Oristano, che hanno registrato alcune sue dichiarazioni. Usai ha tenuto a precisare che l'uso del piccolo escavatore avviene in tutti gli scavi, come quello di Mont'e Prama, dove ci sono da spostare ingenti quantità di materiale: in questo caso si parla di 300 metri cubi di terra. Il direttore degli scavi ha spiegato poi che il mezzo viene utilizzato con la massima cautela e che è stato impiegato anche in un punto di terreno «alterato» dov'è stata trovata la parte della testa di una statua.
SARDEGNA - Ruspe a Mont'e Prama, il direttore: Danni? Solo raschiature
Il direttore scientifico degli scavi di Mont'e Prama, Alessandro Usai, ha sostenuto che i segni superficiali lasciati dall'uso del piccolo escavatore da ieri al centro di forti polemiche sono trascurabili. Usai ha spiegato che questi segni sono stati mostrati in una conferenza stampa e che non c'è alcun provvedimento di sequestro dei reperti. Ha anche affermato che l'uso del piccolo escavatore avviene in tutti gli scavi e che è stato impiegato con cautela. Usai ha anche precisato che il mezzo è stato utilizzato in un punto di terreno alterato dove è stata trovata la parte di una statua dei giganti.
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