CABRAS È sempre più polemica a Mont'e Prama. L'uso improprio di un escavatore nel cantiere archeologico dove sono state rinvenute le statue dei Giganti avrebbe portato a gravi danneggiamenti del sito e di reperti trovati di recente. Dopo le bagarre sorte nei giorni scorsi in seguito alle scoperte e ai timori di tanti addetti e appassionati ripresi dalla "Nuova", ieri il deputato Mauro Pili (Misto-Unidos) ha annunciato di aver presentato un esposto alla procura della Repubblica. E nella stessa giornata, al pomeriggio, assieme a tecnici e carabinieri ha fatto un sopralluogo nell'area degli scavi, non lontano dal museo di Cabras che ospita gran parte delle statue nuragiche, a suo tempo scoperte ridotte in tantissimi frammenti negli anni Settanta e poi sottoposte a un paziente lavoro di restauro nel centro di Li Punti, a Sassari. Come ha successivamente spiegato ai numerosi giornalisti e operatori il comandante dei militari della stazione di Cabras, già questa mattina arriveranno nell'area degli scavi i carabinieri del Nucleo per la tutela del patrimonio culturale e artistico. Specialisti che operano su tutto il territorio regionale, evidentemente incaricati di fare piena luceo sulla situazione. Sempre oggi, per il primo pomeriggio, alle 15, ancora nel sito al centro del dibattito, è prevista una conferenza stampa del responsabile degli scavi, l'archeologo della soprintendenza Alessandro Usai. Un incontro che forse permetterà di capire meglio due aspetti della vicenda. Intanto, il valore storico-artistico degli ultimi ritrovamenti: chi ha potuto vedere i nuovi reperti li ha già definiti straordinari. E poi l'esatta ricostruzione della funzione svolta all'interno del sito dall'escavatore usato dalla coop emiliana che si è aggiudicata l'appalto dei lavori. «Finora sono stati rinvenuti gravissimi segni di sfregio e danneggiamento del sito», ha spiegato Pili, che inserito sul suo profilo Fb una serie di foto con frecce rosse sulle rovine. Il parlamentare ha quindi spiegato di aver voluto così rendersi conto di persona di quelli che chiama «danni compiuti per l'uso di un escavatore nell'area archeologica». «Cazzuole di ogni forma e dimensione, piccone, pala, carriola e setaccio, scopette, pennelli, metro e righello e perfino cucchiaini per il caffè, ma anche georadar e metal detector ha detto ancora Pili Nei kit del bravo archeologo disponibili su internet c'è di tutto e di più. Nessun cenno, però, a pale meccaniche come quella a disposizione del team di archeologi impegnati dallo scorso 9 aprile nel sito di Mont'e Prama con l'obiettivo di svelare il mistero dei Giganti di pietra». Una pala meccanica a ogni modo è ancora adesso parcheggiata in bella vista dietro la recinzione tirata su lo scorso inverno per tenere lontani curiosi, vandali e tombaroli. E sempre secondo Pili nei giorni scorsi sarebbe stata usata per portare in superficie frammenti di un ennesimo gigante e 8 sepolture funebri che si aggiungono a quelle scavate nel 2014. Oggi comunque si potranno forse conoscere più particolari.
SARDEGNA - Scavi e dubbi nel sito dei Giganti: sopralluogo dei carabinieri
Il cantiere archeologico di Mont'e Prama è stato gravemente danneggiato dall'uso improprio di un escavatore. Il deputato Mauro Pili ha presentato un esposto alla procura della Repubblica e ha fatto un sopralluogo nell'area degli scavi. I carabinieri del Nucleo per la tutela del patrimonio culturale e artistico arriveranno presto per fare luce sulla situazione. L'archeologo Alessandro Usai terrà una conferenza stampa per spiegare la funzione svolta dall'escavatore e il valore storico-artistico degli ultimi ritrovamenti. I danni sono stati causati da cazzuole, piccioni, pali, carriole e altri strumenti, ma non da una pala meccanica.
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