Pistoia, la Fondazione Caripit ha finanziato il recupero: diventerà uno spazio per iniziative culturali PISTOIA. Sarà recuperata e aperta al pubblico l'antica chiesa di San Salvatore a Pistoia, in via Tomba di Catilina, a due passi da piazza del Duomo. Dopo decenni di incuria che ne hanno provocato il degrado, l'edificio sarà oggetto di un intervento di restauro interamente finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia, per diventare sede di attività culturali progettate e promosse dalla stessa Fondazione e aperte alla fruizione pubblica. Realizzata nel XIII secolo, di proprietà del Capitolo della Chiesa Cattedrale di Pistoia, la chiesa - sconsacrata in seguito alle soppressione voluta dal vescovo Scipione de' Ricci nel 1784, da molti anni ridotta a magazzino ed in condizioni conservative che rendono urgente un intervento di recupero e risanamento - verrà utilizzata dalla Fondazione Caript in comodato fino al 2035. I lavori di restauro, per la cui progettazione sono stati consultati sette diversi professionisti pistoiesi, sono stati affidati, a seguito delle conclusioni di un'apposita commissione, all'architetto Nicola Becagli e saranno finalizzati al recupero strutturale e funzionale dell'edificio, sul quale verranno condotte approfondite indagini conoscitive e diagnostiche in accordo e collaborazione con la Soprintendenza per i beni architettonici. La Fondazione si farà carico delle spese del restauro, nonché di quelle connesse alla realizzazione delle iniziative culturali che caratterizzeranno la nuova destinazione d'uso dell'edificio.
PISTOIA - Tornerà a nuova vita la chiesetta di San Salvatore
La Fondazione Caripit ha finanziato il recupero dell'antica chiesa di San Salvatore a Pistoia. L'edificio, realizzato nel XIII secolo, sarà oggetto di un intervento di restauro finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia. La chiesa, sconsacrata nel 1784, verrà utilizzata dalla Fondazione Caripit in comodato fino al 2035. I lavori di restauro saranno condotti dall'architetto Nicola Becagli e saranno finalizzati al recupero strutturale e funzionale dell'edificio. La Fondazione si farà carico delle spese del restauro e delle iniziative culturali che caratterizzeranno la nuova destinazione d'uso dell'edificio.
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