LA QUERELLE tra gli storici dell'arte Vittorio Sgarbi e Daniele Benati, sul trasferimento all'estero della "Vergine orante" dipinta da Annibale Carracci tra la fine del '500 e i primi anni del '600 rischia di proseguire nelle aule del tribunale. Nei giorni scorsi infatti la procura ha notificato un avviso di chiusura delle indagini, atto che di solito precede la richiesta di rinvio a giudizio, a tre persone, che risultano indagate per concorso nell'esportazione illecita del quadro. Tra gli accusati, oltre a due fratelli bolognesi, P.G. e C.G., proprietari dell'opera, c'è proprio il presidente di Italia Nostra Bologna e docente dell'Alma Mater Daniele Benati. Le indagini dei carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale, coordinate dal pm Morena Plazzi con la supervisione del procuratore aggiunto Valter Giovannini, sono cominciate a febbraio, dopo che Vittorio Sgarbi, curatore della mostra "Da Cimabue a Morandi", aveva denunciato pubblicamente l'avvenuto trasferimento della "Vergine orante" da Bologna all'estero, senza alcuna comunicazione alla Soprintendenza. «Non dico che Benati sia responsabile dell'esportazione del dipinto dichiarò all'epoca Sgarbi - , dico che era consapevole che quella era un'opera di Carracci». I magistrati, però, ora ipotizzano l'accusa di concorso in esportazione illecita anche per il presidente di Italia Nostra Bologna, che a sua volta quando esplose la polemica querelò per diffamazione il critico ferrarese. Secondo gli investigatori, nel 2011, una perizia di Benati attribuì ipoteticamente il dipinto ad Annibale Carracci, pittore di grandissimo valore, la cui esportazione avrebbe dovuto essere notificata al Ministero. I due fratelli si sarebbero accordati con la casa d'aste austriaca Dorotheum per esportare l'opera come "Dipinto di Scuola emiliana", di autore ignoto, evitando di notificarlo come Carracci. Nel 2013 un'asta a Vienna ha collocato il dipinto sul mercato estero, e nel frattempo una seconda perizia di Benati ha stabilito ufficialmente l'attribuzione ad Annibale. A gennaio 2015 il dipinto è stato battuto all'asta a a New York, da Christie's, e aggiudicato per 965.000 dollari. I difensori di Benati, gli avvocati Gino Bottiglioni e Giulio Volpe, si dicono "sorpresi" dalle accuse: «Il professore è del tutto estraneo alla vicenda. Confidiamo di riuscire a chiarire alla magistratura la sua posizione». Sgarbi, che collega la vicenda del Carracci alla lettera che Benati e altri 130 studiosi scrissero contro la sua mostra da "Cimabue a Morandi", oggi dichiara che «Era prevedibile che venisse indagato, si è ferito da solo. Lui si è lamentato per la Santa Cecilia di Raffaello spostato dalla Pinacoteca a Palazzo Fava. Io invece ho denunciato una cosa vera».