Ischia, l'appello dell'associazione Bianchi Bandinelli a Mibact, Regione e Comune di Lacco Ameno Non vendete quel museo. L'accorato appello, promosso da una petizione sul web, riguarda il complesso di Villa Arbusto, a Lacco Ameno, che raccoglie le più antiche testimonianze di quello che è considerato il primo insediamento dei Greci in Italia meridionale. Compresa la celeberrima Coppa di Nestore, sulla quale sono incisi i versi più antichi in lingua greca rinvenuti in Italia: una sorta di soave inno al piacere di bere vino, che racconta un pezzo di storia di Pithecusa, l'antica Ischia. Ora, però, la paventata chiusura, e ancor di più l'ipotesi di una cessione ai privati del complesso, allarma non poco associazioni, docenti universitari e fondazioni culturali. Tra queste, la "Bianchi Bandinelli", che ha proposto una petizione, già sottoscritta da una serie di intellettuali tra i quali l'ex soprintendente di Pompei, Pietro Guzzo, e Alessandra Vinciguerra, direttrice della Fondazione Walton. Una petizione con la quale si chiede al Ministero dei Beni Culturali e del Turismo di vigilare sulla vicenda: "È di questi giorni - si legge nella nota diffusa sul portale dedicato alle petizioni sul web - la notizia che il Comune di Lacco Ameno, privo di ogni risorsa finanziaria, avrebbe intenzione di porre in vendita Villa Arbusto, con la conseguenza di sfrattare i preziosi reperti che ne costituiscono il museo. Da parte degli uffici competenti del Ministero nulla risulta sia stato posto in atto per scongiurare una sconfitta del genere sul piano della diffusione della cultura e della valorizzazione del patrimonio archeologico. L'associazione Ranuccio Bianchi Bandinelli - prosegue la nota - nel diffondere notizia di quanto si teme accada a danno del museo archeologico nel quale si conservano tanti preziosi documenti della nostra più antica storia, invita a sottoscrivere questo appello". L'associazione si rivolge così a tutte le Autorità, statali, regionali e locali competenti, "affinché le ventilate intenzioni del Comune di Lacco Ameno di porre in vendita Villa Arbusto, così di fatto sfrattando il museo archeologico in essa finora ospitato e visitato da migliaia e migliaia di turisti, non siano lasciate realizzarsi". E al Ministero chiede una costante vigilanza, essendo l'organismo "al quale la Costituzione addossa l'onore, ma anche la responsabilità, della promozione della cultura e della tutela del patrimonio storico della Nazione". Dal Comune di Lacco Ameno, però, fanno spallucce. "Non c'è volontà di alienare il bene di Villa Arbusto per risanare il Comune di Lacco Ameno", spiega l'assessore alla Cultura, Cecilia Prota. Certo è che il Museo, nato 25 anni fa proprio per esporre i reperti rinvenuti nel corso degli scavi condotti a Ischia (e in particolare a San Montano, proprio a Lacco Ameno, sotto la direzione di Giorgio Buchner, che ha riscoperto settecento sepolture dell'VIII e VII secolo avanti Cristo) ha vissuto un'inesorabile parabola discendente. I numeri dei visitatori sono bassi (appena 5 mila in un anno solare, contro i 61 mila che hanno per esempio esplorato i vicini Giardini La Mortella), il Museo non ha un sito Internet aggiornato e qualche settimana fa un gruppo di studiosi americani della Ohio State University chiamò addirittura i Carabinieri, dopo averlo trovato chiuso: non avevano letto da nessuna parte che il lunedì era prevista la chiusura settimanale. Per tacere delle problematiche legate alla scarsa manutenzione ordinaria, tra infissi con vernice scrostata, ringhiere e colonne in degrado, tegole rotte, una terrazza chiusa per problemi di sicurezza e persino alcune tombe ellenistiche custodite all'esterno della struttura, alla mercé delle intemperie, in parte coperte da alcuni teloni. E non finisce qui: "Nei pressi del parcheggio denuncia l'archeologo Francesco Castagna - un'importante area archeologica di età tardogeometrica, di cui qualche traccia è venuta alla luce durante l'inizio di lavori per la costruzione di un centro congressi giace abbandonata, ricoperta da rovi e affiancata da rottami". "Il Museo però non chiude, né verrà ceduto", assicura l'assessore Cecilia Prota. Che non nega tuttavia le difficoltà: "Abbiamo dovuto ridurre l'orario di visita (il Museo è aperto solo al mattino, dalle 9:30 alle 13, n.d.r.), in virtù della presenza di un unico custode. Ma sappiamo quanto valga Villa Arbusto, lungi da noi voler rinunciare a un patrimonio così importante". Proprio qualche settimana fa, attraverso una lettera aperta al neo presidente della Campania Vincenzo De Luca, affidata a "Repubblica", l'ex europarlamentare Franco Iacono aveva chiesto "la giusta attenzione anche al Museo Archeologico di Villa Arbusto, che attraversa una crisi profonda". A giugno, invece, il Soprintendente Adele Campanelli aveva scritto ai sei sindaci dell'isola d'Ischia, sollecitandoli a valorizzare "un patrimonio culturale che non riesce oggi, malauguratamente, a richiamare a Ischia quel turismo anche internazionale, colto ed elegante che, sin dai tempi di Rizzoli e sino a qualche anno fa, ha costituito un vanto dell'isola". Ora, a smuovere le torbide acque del Museo più importante di Ischia, potrebbe essere una petizione online indirizzata al Comune di Lacco Ameno, alla Regione Campania e al Mibact.
Non vendete quel museo", petizione online per Villa Arbusto
Riassunto in 200 parole:
L'associazione Bianchi Bandinelli ha lanciato un appello a Mibact, Regione e Comune di Lacco Ameno per non vendere il complesso di Villa Arbusto, un museo archeologico che ospita le più antiche testimonianze di quello che è considerato il primo insediamento dei Greci in Italia meridionale. Il complesso include la celeberrima Coppa di Nestore, sulla quale sono incisi i versi più antichi in lingua greca rinveniti in Italia. L'associazione ha proposto una petizione online, già sottoscritta da intellettuali e fondazioni culturali, chiedendo al Ministero dei Beni Culturali e del Turismo di vigilare sulla vicenda.
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