Una stretta di mano che ha sancito il patto tra Lombardia e Alto Adige: i due presidenti Roberto Maroni e Arno Kompatscher, alla presenza anche del governatore trentino Ugo Rossi, hanno voluto sottolineare il clima di amicizia e collaborazione tra le rispettive amministrazioni, impegnate a valorizzare l'area dello Stelvio. Ieri mattina, Maroni e Kompatscher hanno sottoscritto il protocollo d'intesa, criticato dagli ambientalisti, che prevede uno studio di fattibilità per la realizzazione di un traforo sotto lo Stelvio percorribile tutto l'anno. L'accordo prevede di «sviluppare la realizzazione di uno studio di fattibilità del traforo dello Stelvio, per valutare le componenti dei flussi attuali e potenziali, le caratteristiche tecniche e ambientali e individuare le soluzioni ottimali per la realizzazione del collegamento» e di sviluppare inoltre«prodotti turistici e azioni di valorizzazione comuni del Passo dello Stelvio e del Parco dello Stelvio» . «La montagna deve unire e non dividere ha sottolineato il presidente della Provincia, Arno Kompatscher e questo accordo rappresenta un nuovo passo in avanti verso un percorso di crescita comune». Nel protocollo, di durata triennale e poi tacitamente rinnovabile, si precisa inoltre che i costi saranno coperti dal Fondo comuni confinanti e che, entro un anno, le parti si impegnano a valutare congiuntamente le risultanze dello studio di fattibilità per definire eventuali fasi successive. Non è dunque affatto stabilito, come del resto già precisato alla vigilia dell'incontro dal sottosegretario lombardo Ugo Parolo, se si tratterà di un tunnel stradale oppure ferroviario, visto che le due opzioni saranno entrambe valutate nell'ambito dello studio di fattibilità. La firma al protocollo d'intesa è stata apposta ieri sullo Stelvio, al rifugio Garibaldi (2.845 metri), scelto proprio perché si trova esattamente sul confine tra l'Alto Adige, la Lombardia e la svizzera Val di Mustair. La cerimonia è stata preceduta ieri mattina da un convegno, organizzato dal Rotary di Bormio, dal titolo «Lo Stelvio al centro delle Alpi», al quale hanno preso parte il presidente della Provincia di Trento, Ugo Rossi, il presidente del Comitato Fondo comuni confinanti, Roger De Menech e il sottosegretario della Regione Lombardia Ugo Parolo, oltre ovviamente a Kompatscher e Maroni. «La montagna deve unire e non dividere ha esordito Kompatscher e questo accordo rappresenta un nuovo passo in avanti verso un percorso di crescita comune che trova applicazione concreta anche nel futuro del Parco nazionale dello Stelvio. Si tratta di una grande opportunità per tutelare e far conoscere le caratteristiche dei singoli territori con una gestione autonoma ma che in realtà sarà molto più unitaria e collaborativa rispetto al passato. Per l'Alto Adige la priorità è rappresentata da un collegamento di tipo ferroviario ha ribadito Kompatscher ma in ogni caso tutte le valutazioni che scaturiranno da questo studio verranno effettuate mettendo al primo posto l'impatto ambientale». Grande soddisfazione per l'accordo è stata espressa anche dal presidente della Lombardia Roberto Maroni, il quale ha annunciato che sul versante valtellinese è in fase di ideazione un progetto per prolungare la linea ferroviaria da Tirano a Bormio. Analizzando le prospettive del traforo, Maroni ha precisato: «Oggi stipuliamo un accordo che prevede di fare una valutazione complessiva, che non riguarda solo la viabilità, ma l'impatto sull'ambiente, il costo economico e altre varianti. E se questa sarà la decisione, siamo pronti a partire». L'intervento del governatore lombardo si è però concentrato principalmente sulla macroregione alpina: «Il futuro del Parco dello Stelvio ha affermato Maroni passa da questa nuova gestione, più vicina ai territori, che rende tutto più efficiente grazie al coinvolgimento dei sindaci e ad una governance più snella. E' importante anche per questo l'accordo che firmiamo, in prospettiva di quello che avverrà dal primo gennaio 2016, ovvero la nascita della Macroregione alpina che vedrà al proprio centro le Alpi e la gestione del loro territorio. Noi con questa iniziativa anticipiamo quello che accadrà da gennaio: una nuova realtà europea consentirà alle regioni di essere protagoniste e di dialogare direttamente con Bruxelles per le risorse». Infine, analogamente a quanto espresso da Kompatscher, Maroni ha sottolineato come «questa montagna e questo Parco devono unire e non dividere: lo Stelvio è un ostacolo naturale che vogliamo superare perché le genti che vivono di qua e di là condividono lo stesso destino e il nostro compito è fare in modo che siano ancora più unite di prima, con la gestione diretta del Parco». Da sottolineare anche la presenza del sindaco di Bolzano Luigi Spagnolli, che nei primi anni Duemila fu direttore del Parco Nazionale dello Stelvio: «Sono favorevole ad un collegamento ferroviario ha dichiarato Spagnolli al termine della cerimonia e del resto si tratta di un'ipotesi che risale a molti anni fa». Il governatore trentino Ugo Rossi ha salutato favorevolmente la firma del protocollo tra Alto Adige e Lombardia: «Credere nei territori fa bene a tutto il Paese ha commentato Rossi Si tratta di un protocollo importante per le Province di Bolzano e di Sondrio, che suggellano una collaborazione che parte da lontano. Dove c'è autonomia e autogoverno la montagna non si spopola, c'è qualità della vita e prospettive per il futuro, come dimostrano i fatti. Noi siamo contenti della nostra autonomia, ma non ne siamo certo gelosi e anzi siamo disposti a metterla a disposizione di altri territori, pensando valga la pena stringere alleanze con i territori di montagna che hanno diritto di avere una propria prospettiva di autogoverno. Trento e Bolzano saranno impegnate anche in questo ha concluso il governatore trentino Rossi perché pensiamo che ciò sarà utile anche allo stesso sviluppo dell'Italia». Durante il convegno, oltre al tunnel, sono emerse altre proposte concrete per la valorizzazione dell'area dello Stelvio: dalla creazione di un sentiero attorno al gruppo dell'Ortles, alla possibile candidatura del Passo dello Stelvio per entrare a far parte del patrimonio tecnico-culturale dell'Unesco.