I tesori archeologici scoperti sotto Brebemi trovano finalmente una sede espositiva. Ieri nel castello visconteo di Pagazzano, in provincia di Bergamo, si è svolta l'inaugurazione del Mago, Museo archeologico grandi opere. In un'ala del maniero è stato ricavato uno spazio espositivo diviso in tre sezioni: protostorica con i reperti di epoca del ferro e del bronzo, romana e longobarda. Sin dall'avvio dei cantieri dell'autostrada nel 2009 lungo tutta la tratta sono venuti alla luce importanti ritrovamenti con vere e proprie necropoli come quella di Fara Olivana, di epoca longobarda con oltre un centinaio di tumuli. Tra le scoperte più importanti una villa romana a Caravaggio. In tutto lungo il tracciato della Brebemi prima e poi dell'Alta Velocità, sono stati 180 i siti archeologici individuati. Una ricchezza inaspettata che ha sorpreso la Soprintendenza dei Beni archeologici anche per la rarità di alcuni pezzi come la tomba lignea d'epoca longobarda scoperta a Caravaggio o una situla, una coppa bronzea etrusco-padana risalente al V secolo avanti Cristo. Notevoli anche le forme di pane mineralizzato inserito nei corredi funerari. Brebemi ha erogato un contributo di 200 mila euro per il restauro dei reperti integrato con altri 300 mila euro dalla Regione Lombardia.