All'Accademia: siamo terrorizzati. La furia di Tartuferi: situazione ingestibile I dipendenti della Galleria dell'Accademia sono terrorizzati: «Non ci faccia dire nulla sui venditori abusivi perché questi ci minacciano». L'ultimo episodio venerdì pomeriggio. Quando la vice direttrice ha chiesto agli ambulanti di non entrare all'interno del museo, questi le hanno risposto a muso duro: «Noi da qui non andiamo via, spostati tu. Anzi, è meglio che te ne vai subito...», per poi condire la conversazioni con frasi da fascia protetta. Oramai il problema degli abusivi, in via Ricasoli, non riguarda più solo il decoro ma anche la legalità e la sicurezza. Il suk ha riaperto da tre giorni, ovvero dal momento in cui la guardia di finanza ha interrotto il servizio di controllo davanti alla Galleria. Ieri, nelle ore di punta, di abusivi se ne contavano almeno una decina, più alcune mendicanti. Archiviati per un giorno causa pioggia i poster e i selfie stick, gli extracomunitari (7 magrebini e 3 senegalesi) si sono presentati all'ingresso e all'uscita del museo con ombrelli e poncho. E per vendere la loro merce hanno varcato uno dei portoni dell'Accademia, fino ad arrivare a un passo dai quadri e dai Prigioni. A un certo punto una custode avrebbe anche provato a farli arretrare, provocandone una pesante reazione. «Non ci facciamo più caso, i venditori fanno parte della scenografia. E guai a dirgli qualcosa. Lo scorso anno ho avuto seri problemi, mi hanno inseguito fin sotto casa. Sinceramente alla pelle ci tengo», racconta una dipendente del Mibact. Mentre altri si chiedono come mai, dopo sole tre settimane, la prefettura abbia deciso che il presidio delle fiamme gialle potesse concludersi: «Ma davvero pensavano che in 21 giorni si sarebbe risolto un problema che si è incancrenito? Qui adesso è peggio di prima perché gli abusivi sembrano anche più cattivi». Con la pioggia battente, come ieri e venerdì, tenere fuori dalla Galleria gli extracomunitari è un'impresa titanica: «Stamattina (ieri mattina) ho cercato di arginare l'assalto dice un'altra custode e sa cosa mi hanno detto? Zitta p.....a. E se li minacci di chiamare la polizia ti rispondono mimando lo sgozzamento». Anche i tanti visitatori in coda sembrano patire il disagio: «Quello che succede qui davanti è davvero indegno, possibile che tolleriate certe cose? Firenze è molto peggiorata rispetto a qualche anno fa», ragiona Filippo Stresi, che, con la moglie e due amici, è arrivato da Milano per trascorrere un fine settimana all'insegna della cultura. In via Ricasoli la situazione è diventata talmente ingestibile da mandare su tutte le furie per l'ennesima volta il direttore dell'Accademia Angelo Tartuferi: «Lo spettacolo di questi giorni è imbarazzante, soprattutto perché va in scena davanti a uno dei musei più rappresentativi d'Italia. È incredibile che per risolvere questa questione ci si debba esporre noi, che oltretutto non abbiamo alcun potere. Il personale, poi, mi ha detto che le minacce sono una consuetudine. Insomma dopo la riunione che è stata fatta per arginare il fenomeno, dopo tutti i buoni propositi, siamo al punto di partenza». Tartuferi oramai non sa più a che santo votarsi. Non è una battaglia ideologica la sua, ma «di rispetto per certi luoghi».
Firenze. Gli abusivi fin sotto il David, minacce e insulti ai dipendenti
I dipendenti della Galleria dell'Accademia di Firenze sono terrorizzati dai venditori abusivi che minacciano di violenza se non si fanno direttamente. I venditori, che vendono merce fuori dal museo, sono diventati sempre più aggressivi e sono anche minacciati dai clienti. Il direttore dell'Accademia, Angelo Tartuferi, ha detto che la situazione è "imbarazzante" e che non sa più a che santo votarsi per risolvere il problema. I dipendenti hanno anche parlato di minacce di violenza e di un clima di paura all'interno del museo. La situazione è peggiorata dopo che la guardia di finanza ha interrotto il servizio di controllo davanti alla Galleria.
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