L'assessore Ronchi: ha premiato la riorganizzazione dell'istituzione Assessore Ronchi, i dati dei musei comunali relativi ai primi sei mesi del 2015 dicono che gli ingressi sono aumento rispetto al passato, toccando quota 185.000 a fronte dei 305 e 310.000 totali del 2013 e 2014. «Sono dati buoni come peraltro ho sempre detto quando venivo criticato e in autunno i numeri del Museo Civico Archeologico miglioreranno con la mostra sull'Egitto. Con la cultura bisogna avere pazienza, poi ogni anno ha la sua storia, una volta va meglio e una volta va peggio, ma la controtendenza che avevo previsto si è avverata e si può ancora migliorare». A cosa si deve il cambio di passo? «Alla riorganizzazione della struttura dei musei: dalle due di prima abbiamo ora un'unica istituzione. A Bologna ci sono grosse potenzialità e più si fa sistema, più sei d'appeal per il pubblico. La sfida ora è creare un sistema museale cittadino, arricchendo quello comunale. Obiettivo complesso perché ci sono proprietà diverse, regole diverse, contratti, orari, biglietterie tutto diverso. C'è molto da lavorare. Penso alla Pinacoteca, che è statale, ai musei universitari e naturalmente a Genus Bononiae con cui abbiamo già sperimentato diverse cose trovandoci bene: lì potremmo accelerare». Ma pensa anche ad altro? «Sì, c'è una parte che non viene mai citata: questo grande museo cittadino che sono i beni della Chiesa. Non solo i musei e le sale espositive come la Raccolta Lercaro, ma anche le chiese stesse. Il discorso implica non solo degli studi di fattibilità, ma anche la possibilità di incidere su certi meccanismi, a partire dalle biglietterie unificate e poi aperture e chiusure, un tema peraltro (quello della flessibilità) che riguarda anche i nostri musei» E Arthemisia? Un privato che è entrato in città col piede giusto. «Una presenza che qualifica la città. Le loro valutazioni su Bologna erano esatte. Dialoghiamo bene con loro, non a caso abbiamo organizzato insieme la mostra sugli Egizi. Il ruolo dei privati che investono su eventi costosi che il Comune non potrebbe accollarsi è importante». È al lavoro anche a un progetto rivolto agli studenti universitari? «Prima della fine della legislatura vorrei dare vita alla Carta dei Servizi Unica: accedere agli spazi culturali con uno sconto (già hanno i musei comunali gratis) esibendo il proprio tesserino universitario. Questo sarà il nuovo contenuto della convenzione che proporremo all'Università». Bilancio positivo anche per Bologna Estate? «Molto. La stagione ci ha aiutato, ma da un primo calcolo siamo con 600.000 presenze già quasi ai livelli del 2014 quando ne facemmo 80.000 in più, ma ci manca tutto agosto e settembre, che non sono come giugno e luglio, ma è comunque ricco. Sono molto contento, considerato che abbiamo investito solo 150.000 euro». La sfida vinta in questi primi anni e quella che vorrebbe vincere in futuro? «Sicuramente la svolta dell'Arena del Sole, mentre sarà fondamentale arrivare al pareggio di bilancio nel 2016 al Teatro Comunale. Confido anche nell'ottimo rapporto che ho in regione con l'assessore Mezzetti e il presidente Bonaccini. La partita è vitale: stiamo parlando della prima industria culturale dell'Emilia-Romagna». È pronto per un secondo mandato? «Sono molto contento della mia esperienza bolognese, la città mi piace moltissimo, il lavoro è faticoso, ma mi trovo bene con il sindaco e la giunta, per me il problema è solo uno: Merola che vince al primo turno, dopodiché deciderà lui se posso o meno continuare, ma se me lo chiedesse direi di sì».