Siamo la seconda regione in Italia per consumi culturali. Nel 2014 ogni famiglia ha speso 124,60 euro al mese. Lo sostiene l'ultimo rapporto Federculture che annota un 3,3 di ingressi nei musei cittadini. Boom di Palazzo Fava trainato da «Da Cimabue a Morandi». L'assessore comunale Alberto Ronchi: «La sfida è allargare il sistema museale cittadino ad altri attori». Il Paese ha ancora fame di cultura e l'Emilia-Romagna è tra le regioni con più appetito. A dirlo è l'undicesimo rapporto annuale di Federculture dal titolo «Cultura identità e innovazione. La sfida per il futuro», che registra nel 2014 una crescita della spesa delle famiglie italiane in libri, dvd, cinema e teatro, del 2 rispetto al 2013. Per un totale che nel 2014 si è attestato su 66,1 miliardi di euro, circa 1,4 miliardi in più rispetto al 2013. Un timido segnale di ottimismo a livello nazionale, una grande soddisfazione sul piano regionale. Gli emiliani sono infatti i secondi clienti del mercato culturale italiano, un settore la cui offerta va, per dirla col Ministro dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca, Dario Franceschini, «dagli ulivi salentini alla formazione digitale del settore museale». E che dalle nostre parti si potrebbe dire dalla ricerca e innovazione della Lamborghini agli affreschi dei Carracci. In media l'anno scorso ogni famiglia che abita lungo la via Emilia ha speso al mese 124,60 euro per l'acquisto di biglietti per concerti, spettacoli, siti archeologici e manifestazioni sportive, contro i 165,5 delle famiglie del Trentino Alto-Adige, prima della classe per consumi culturali. Un investimento, quello dell'Emilia-Romagna, nettamente superiore alla media nazionale, che si attesta invece sui 94 euro: un costo che incide sul reddito annuo di ciascun nucleo familiare nella nostra regione per 1.500 euro. Ad abbassare la media di spesa mensile sono Sardegna e Sicilia, rispettivamente penultima e ultima in classifica con 47,38 e 35,73 euro al mese messi da parte per nutrire la mente. Non è tutto: sempre secondo le rilevazioni di Federculture, effettuate su un campione di 22 comuni italiani, nel 2014 i musei civici delle principali città d'arte italiane hanno recuperato terreno rispetto alle flessioni registrate nell'anno precedente, sia in termini di pubblico che di introiti (ben 40.000 visitatori, 6 rispetto al 2013 e 7,2 per quanto riguarda le entrate economiche). A parte Venezia e Milano, dove i valori sono in calo, nei sistemi museali cittadini sono aumentati i visitatori, come a Firenze, che ha registrato un 11,5, Palermo un 12,5 e Genova un 8. Bologna in questo caso scivola nella parte bassa della classifica, ma si appunta comunque al petto una crescita del 3,3. Il rapporto si sofferma inoltre ad analizzare le mostre che hanno avuto maggiore successo in Italia nel 2014. Questa volta la medaglia d'oro per l'esposizione più visitata se la aggiudicano proprio le Due Torri con la «Ragazza con l'orecchino di perla» che ha abitato Palazzo Fava dall'8 febbraio al 25 maggio, facendosi ammirare da 342.626 persone. Sotto lo sguardo della giovane olandese e del suo monile sono passati 3.202 visitatori al giorno. E le istituzioni da queste parti non stanno di certo a guardare: è di ieri la notizia che via Aldo Moro ha stanziato 9, 8 milioni di euro per le attività culturali, facendo lievitare l'investimento di 2,7 milioni. Con la cultura si mangia dunque, parola dell'assessore regionale alla Cultura Massimo Mezzetti che crede nell'«effetto moltiplicatore» del settore artistico: «Il contributo in ambito culturale e creativo non si limita al solo impatto diretto, ma genera importanti risultati in una molteplicità di altri settori economici».