Il premier: «Chiusura degli Scavi scandalosa». La Cisl sconfessa il suo delegato Pepe Il premier Renzi contro i sindacati per l'assemblea degli addetti degli Scavi di Pompei che venerdì ha costretto migliaia di turisti a rimanere fuori dai cancelli: «Di questo passo dovremo difendere i sindacati da se stessi». Intanto la Cisl revoca la delega al suo rappresentante, Pepe. Il presidente del Fai, Carandini: «Basta con la vigilanza pubblica, meglio i giovani preparati di ditte esterne». NAPOLI. «Difendere i sindacati da se stessi». È quanto afferma il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, commentando i disagi subiti dai turisti a Pompei, rimasti per ore sotto il sole davanti ai cancelli chiusi, a causa dell'ennesima assemblea sindacale convocata per discutere sul ritardo delle spettanze ai lavoratori: rimborsi per festivi e turnazioni pomeridiane che da nove mesi non vengono liquidati. «Vedere che dopo tutto il lavoro fatto per salvare il sito e quindi i posti di lavoro a Pompei sottolinea Renzi un'assemblea sindacale blocca all'improvviso migliaia di turisti sotto il sole, fa male. Intendiamoci, per evitare le polemiche di domani: nessuno mette in discussione il diritto all'assemblea sindacale o allo sciopero. Sono diritti sacrosanti. Ma c'è anche bisogno di buon senso e di ragionevolezza, di responsabilità e di rispetto. In un momento come questo tenere migliaia di turisti venuti da tutto il mondo sotto il sole per un'assemblea sindacale a sorpresa significa volere il male di Pompei. Significa fare il male di Pompei. Io non ce l'ho con i sindacati. Ma se continua così dovremo difendere i sindacati da se stessi. L'assemblea a Pompei, in quelle modalità, in quelle forme, è semplicemente scandalosa. Continueremo a lavorare per Pompei, nonostante loro». Difendere i sindacati da se stessi, ripete Renzi. E ieri il sindacato, in questo caso la Cisl, ha preso le distanze da se stesso. Sì, perché quello territoriale ha revocato la delega alla rappresentanza al ras degli addetti degli Scavi, Antonio Pepe, che peraltro non ha bisogno della sigla confederale per sostenere le sue lotte, dato che è eletto anche come rappresentante sindacale unitario. Mentre Giovanni Faverin, segretario generale della Cisl Fp, non se l'è sentita di delegittimare le battaglie ingaggiate da Pepe e in una lunga dichiarazione ha tentato di attraversare il guado dell'imbarazzo non scontentando nessuno: «Basta cittadini e turisti ostaggio dei disservizi dice Faverin e condivido in pieno la rabbia incontenibile del premier Matteo Renzi. Peccato che lo stesso premier non voglia condividere la rabbia incontenibile dei milioni di dipendenti pubblici stanchi di una disorganizzazione voluta scientificamente per mantenere interessi e clientele. E per coprire, dietro vicende scandalose come quella di Pompei, l'incapacità a governare». Pure il leader della Uil nazionale, Carmelo Barbagallo, si schiera dalla parte del premier: «È una delle poche volte in cui sono d'accordo con Renzi. Ho già avuto modo di dire che certe forme di lotta, anche se conseguenza dell'esasperazione dei lavoratori, creano le condizioni per mettere l'opinione pubblica contro il mondo del lavoro. Ma in molte situazioni le scuse dovrebbero arrivare anche da dirigenti e politici che non sanno risolvere i problemi dei lavoratori». Mentre il segretario campano della Cgil, Franco Tavella, reagisce: «Il presidente Renzi non usi l'irresponsabilità di una parte minoritaria del sindacalismo autonomo per apportare l'ennesimo attacco al sindacato confederale. Si occupi piuttosto di più e meglio della Campania». E Pepe, il sindacalista dei lavoratori degli Scavi, cosa dice? Anzitutto, ha annunciato che per una settimana i custodi, con tanto di fascia al braccio per indicare il loro impegno volontario e non retribuito, attueranno una sorta di sciopero al contrario: «Una settimana di aperture straordinarie delle domus nel giorno di riposo degli addetti per incentivare ancora di più le visite turistiche». Inoltre, che il disagio subìto dai turisti sarebbe stato solo frutto di fragore mediatico: «Il sito archeologico di Pompei ha fatto registrare più visitatori nella giornata in cui, a tempo debito e non all'ultimo momento, è stata convocata l'assemblea sindacale, lasciando fuori dai cancelli circa duemila turisti in attesa della sua conclusione». L'ex esponente della Cisl Funzione pubblica, al quale il sindacato ha ritirato le deleghe, lo spiega con dati alla mano: «Sono stati 14 mila 448 i visitatori degli Scavi di Pompei il 24 luglio, rispetto agli 11.791 del 22 luglio. L'incasso è stato pari a 145 mila 359,50 euro contro i 117 mila 922,50 del giorno prima. Pompei non è stata mai negata ai turisti e il ritardo di apertura del sito è stato di un'ora e mezza. I dati parlano chiaro, non c'è stato alcun danno incalcolabile. Se c'è un danno di immagine arrecato all'Italia da oltre due anni è quello che due nostri marò continuano a essere detenuti senza processo in India». Quanto alla revoca delle deleghe da parte del segretario della Cisl-Fp, Pepe conferma che «continuerò a rappresentare i lavoratori che mi hanno eletto in qualità di rappresentante sindacale unitario».