Parchi, fabbriche, centri commerciali, stadio: tutti i punti su cui si annuncia lo scontro Dimezzamento delle aree edificabili grazie alla rigenerazione di ex fabbriche ed ex caserme; aumento del verde pubblico, dei servizi sociali, dei trasporti, con il sogno di realizzare un polo intermodale in via Orzinuovi e il parco nella Caffaro: è il nuovo Pgt della giunta Del Bono, da domani in consiglio comunale per l'approvazione. «In medio stat virtus». Una locuzione latina che condensa metodologia e obiettivi con i quali la giunta Del Bono ha disegnato il futuro urbanistico della città. Ha dimezzato il cemento e cancellato dal Pgt le grandi opere previste dall'amministrazione Paroli (cittadella dello sport e stadio a San Polo, sede unica della Loggia, parcheggio sotto il castello). Ma non ha imboccato la strada della «decrescita» integralista, ovvero «il consumo di suolo zero» invocato dalle associazioni ambientaliste. E ha previsto la «rigenerazione» (quindi case, uffici e negozi) nei vecchi comparti industriali abbandonati (via Orzinuovi, via Milano). Eppure la giusta distanza (un po' democristiana) tra due estremi non è rimasta esente da critiche. Per Forza Italia e Lega si nega alla città una possibilità di crescita. L'Aib avanza perplessità sui paletti imposti al comparto industriale. Il sindaco Del Bono risponde a liberisti e seguaci di Latouche ricordando che Brescia nei prossimi dieci anni non andrà verso una «decrescita», ma «una diversa crescita». Con via Orzinuovi trasformata in un maxi polo del commercio, con un nuovo palazzetto dello sport, un nuovo stadio. E magari un parco al posto della Caffaro. Due giorni di battaglie in consiglio comunale (domani e martedì) poi la nuova idea di città verrà approvata. Sulla carta.