I fondi sono insufficienti: è stato presentato un progetto stralcio, possibile un restyling CABRAS. La parole abbondano ma i soldi non bastano. Se per realizzare i progetti bastassero le buone intenzioni, Cabras avrebbe presto un museo moderno e funzionale. Purtroppo per concretizzare le idee servono i soldi e il futuro del museo civico sembra quello immaginato dal progettista, l'architetto Walter Dejana, tre mesi fa. Infatti, è stato presentato in Regione il progetto esecutivo di uno stralcio funzionale della casa cabrarese dei giganti di Mont'e Prama. Una notizia che tarpa le ali ai voli pindarici dei politici perché, nonostante le promesse, i passaggi televisivi, i selfie e i tweet, la realtà dice che mancano i soldi per realizzare l'intero progetto. I lavori inizieranno, ma serviranno per aggiungere una saletta e per un restyling. Il progetto. Quando Walter Dejana e Renata Fiamma avevano vinto il concorso internazionale per l'ampliamento del museo, sembrava che la strada per realizzare una struttura al passo coi tempi fosse in discesa. Il progetto prevedeva 1.300 metri quadri di superficie espositiva immersa in un giardino di 14mila metri quadri, con una nuova sala lunga 40 metri e altra 10 (di 400 metri quadri) e un'intera facciata griffata dallo stilista Antonio Marras. Dalle tavole progettuali alla realtà, il passo è stato impietoso: «I fondi reperiti per finanziare l'opera non sono sufficienti per realizzare l'intero progetto ha confermato Dejana , su indicazione del Comune di Cabras abbiamo provveduto a presentare il progetto esecutivo per realizzarne solo una parte». Molte delle idee del duo Dejana - Fiamma, quindi, sono destinate a rimanere in sospeso fino a che non ci saranno i soldi per realizzarle: «Non chiedetemi quali parti sono state stralciate, sono decisioni prese dagli amministratori comunali», ha concluso il progettista algherese. Il Comune. Considerato che la cifra disponibile dovrebbe aggirarsi attorno agli 800mila euro, non è complicato immaginare cosa possa essere sacrificato. L'unico che può dirlo con certezza è il sindaco di Cabras, Cristiano Carrus, che però è in ferie fino a lunedì. Perlomeno è questo quello che ha detto il suo segretario ieri mattina, rispondendo al cellulare del primo cittadino. La parte che potrebbe essere (momentaneamente) cancellata dovrebbe essere proprio la più affascinante del progetto: la sala di 400 metri quadri che avrebbe dovuto ospitare i guerrieri esposti al Museo nazionale archeologico di Cagliari, probabilmente rimarrà sulla carta. Con i fondi a disposizione è possibile che venga realizzata la sola area dei servizi, oltre a qualche ritocco qua e là. La politica. Un dettaglio, quello della cronica mancanza delle risorse, che non sembra spaventare l'universo politico che aveva festeggiato un tweet del ministro Dario Franceschini come se fosse un decreto. Franceschi "cinguettava" che i giganti sarebbero dovuti ritornare a Cabras, più o meno la stessa dichiarazione dell'assessore regionale Claudia Firino che, durante la visita a Cabras del presidente della Camera Laura Boldrini, aveva affermato che «I finanziamenti per la valorizzazione dei giganti e per l'ampliamento del museo sono sufficienti». La prova dei fatti smentisce i politici, a meno che tra un selfie e un tweet non spuntino fuori anche i soldi per ampliare il vecchio museo cabrarese e spianare la strada a un ritorno a casa dell'intero complesso scultoreo. Fermo restando che, al di là dei soldi, servono anche le condizioni giuridiche per riunire il corpus dei Giganti in un unico museo che non sia quello archeologico nazionale di Cagliari. (c.z.)