HA PRESIEDUTO come Cisl insieme a Flp e Unsa, venti minuti di assemblea in tutto. Una semplice comunicazione sindacale ai lavoratori e di fatto una revoca della seconda assemblea, quella di ieri: Antonio Pepe, sindacalista Cisl, ha annunciato "forme di lotta alternative": domus aperte, anche quelle che non lo sono mai. Ma se gli scavi di Pompei sono stati aperti dai dipendenti Ales convocati dal soprintendente Osanna, ieri mattina i cancelli sono rimasti chiusi e a ricevere i turisti sono stati gli archeologi. Gli accordi in corso tra sindacati e soprintendenza che fine hanno fatto? Ha il sapore di una presa di distanza, la dichiarazione Cisl Fp nazionale di aver ritirato il 22 luglio l'adesione all'assemblea. «Siamo assolutamente contrari all'utilizzo di strumenti di mobilitazione che finiscono per tenere in ostaggio i visitatori », dichiara il segretario generale aggiunto Daniela Volpato. Aveva inciampato in un altro pacchetto di assemblee, datate 2014, il sindacalista Antonio Pepe. Stessa vertenza, stesse difficoltà attraversate dall'area archeologica di Pompei. Argomenti ricorrenti, come il servizio di vigilanza, in crisi da sempre: l'altroieri poco equipaggiato, ieri male organizzato, oggi ridotto all'osso. Dire che non è vero, sarebbe falso. Ma Pepe è un veterano della miccia accesa, uno a cui piace dire la sua a oltranza. L'ex custode ora responsabile del magazzino della soprintendenza di Pompei aveva già mandato su tutte le furie il ministro Franceschini l'anno scorso: un migliaio di turisti a fine giugno restarono fuori dai cancelli. Unanime sdegno. Fino a provocare la messa alla porta da parte del segretario Cisl Raffaele Bonanni di Pepe, l'"inventore della strategia di assemblea selvaggia". Per non essere commissariato, Pepe restò rappresentante della Rsu. Le proteste non si conclusero. Confluirono in una vertenza confusa e nel solito braccio di ferro tra sindacati e soprintendenza, gli ingredienti classici del malessere pompeiano. Se ne tengono fuori, non partecipando alle assemblee, Uil e Cgil. Un braccio di ferro al quale rispose solo il soprintendente Conticello, negli anni 80-90. Ordinò al personale di custodia di uscire dagli uffici e aprire gli scavi durante un'assemblea. Cosa che gli valse una denuncia per violazione dell'articolo 28 dalla Cgil, che vinse la causa. Stavolta tra le ragioni della protesta c'è l'esternalizzazione dei servizi e l'uso del personale Ales con assunzioni che hanno preso il posto dei concorsi. Quindi via con le assemblee a ripetizione. «Le consideriamo superate - ammonisce però il segretario generale dell'Area metropolitana Cisl Salvatore Altieri - e ne abbiamo preso nettamente le distanze». Parole chiare, quelle del segretario. Che anticipano un commissariamento nuovo per Pepe l'"irriducibile"? «Le assemblee non ci sono state», sottolinea Altieri. Ma i turisti sono comunque rimasti sotto il sole.