«UNA figuraccia mondiale ». Imprenditori e politici condannano l'improvviso stop alle visite negli scavi e chiedono sanzioni per i responsabili. «Anche il Partenone nei giorni di punta della crisi non ha mai chiuso i battenti ai turisti attacca Maurizio Maddaloni, presidente Camera di commercio di Napoli chi paga il conto sono gli ignari visitatori e le imprese turistiche. Pompei dovrebbe essere il nostro migliore biglietto da visita, però logoro e sgualcito da anni di colpevole incuria». Maddaloni punta il dito contro i sindacati: «La vertenza sindacale non può avere conseguenze così drammatiche e il ministro Franceschini non può semplicemente parlare di danno incalcolabile. Serve una strategia governativa condivisa e una forte assunzione di responsabilità di sindacati e lavoratori». Parla di «ennesima figuraccia» e crede nell'unica soluzione «quella di affidare la gestione degli scavi a privati qualificati» Costanzo Jannotti Pecci, numero uno degli imprenditori campani. «Fino a quando saremo in balia di sindacati che hanno a cuore solo i loro assistiti sarà dura per Pompei afferma Jannotti Pecci - il danno di ieri è grave quanto quello dei rifiuti a Napoli, anzi, ancora di più perché ingiustificato. A causa di rivendicazioni sindacali anacronistiche stiamo rovinando l'immagine di un territorio». «È una vergogna commenta Giancarlo Carriero, referente sezione Turismo degli industriali di Napoli è una vicenda che si commenta da sola. Che dire? Siamo molto tristi per quello che è accaduto. Bisogna solo sperare che ci si renda conto di qual è il danno arrecato al sito, ai turisti e anche agli stessi lavoratori, inclusi quelli iscritti al sindacato che hanno protestato ». Dura anche la reazione dei politici. «Chiederò una commissione parlamentare d'indagine su Pompei» annuncia Pino Pisicchio, presidente del Gruppo misto alla Camera. «La chiusura di Pompei è inammissibile dice Maria Coscia, capogruppo Pd in commissione Cultura della Camera i sindacati pensino a interesse generale». «La sindacatocrazia sta uccidendo l'Italia» dice il senatore di Forza Italia Francesco Giro. Anche il Movimento 5 Stelle attacca: «Il grande progetto Pompei sta ancora aspettando le risorse umane che governo e Mibact avevano promesso e senza le quali il sito archeologico non può ripartire ». Chiede subito un tavolo con governo e Soprintendenza il sindaco di Pompei Ferdinando Uliano: «Sono esterrefatto, condivido la rabbia del ministro Franceschini». «Chiusura scavi in piena stagione. Altro che cambiamento» scrive su Twitter il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti.
POMPEI - "Che figuraccia mondiale il turismo in ginocchio"
Il ministro Franceschini ha chiuso gli scavi di Pompei a causa di una vertenza sindacale. L'imprenditore Costanzo Jannotti Pecci ha condannato la decisione, affermando che il danno è ingiustificato e che la gestione degli scavi dovrebbe essere affidata a privati qualificati. I politici, tra cui il presidente del Gruppo misto alla Camera Pino Pisicchio, hanno chiesto una commissione parlamentare d'indagine. I sindacati hanno accusato il governo di non aver fornito le risorse umane necessarie per il sito archeologico. Il sindaco di Pompei, Ferdinando Uliano, ha chiesto un tavolo con il governo e la Soprintendenza per ripartire il progetto.
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