NAPOLI. La Procura della Repubblica di Torre Annunziata vuole vederci chiaro. Il procuratore Sandro Pennasilico annuncia l'apertura di un'inchiesta sull'assemblea selvaggia agli scavi di Pompei, che ha costretto un migliaio di turisti ad attendere sotto il sole l'apertura del sito per un'ora e un quarto. Fino a quando, cioè, il soprintendente Massimo Osanna, rientrato di corsa da Roma, in maniche di camicia si è presentato alle 10.15 all'ingresso di Porta Marina con gli archeologi in servizio, alcuni custodi e personale Ales per aprire i cancelli, accolto da un applauso dei turisti in attesa. «Un danno incalcolabile » lo ha definito il ministro dei beni culturali Dario Franceschini. «Così si fa del male ai sindacati, ai lavoratori e all'Italia» ha aggiunto. «Una vergogna internazionale » rincara la dose il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, che annuncia «iniziative per sanzionare i responsabili». Stremato, il soprintendente Massimo Osanna parla esplicitamente di «colpo basso, un ricatto» e di «un comportamento irrispettoso nei confronti di centinaia di turisti non responsabili ed estranei a vicende interne all'amministrazione. Nonostante la mia disponibilità al dialogo, alcune sigle sindacali sono venute meno alle garanzie che mi erano state riservate, un atteggiamento irresponsabile ». Osanna ha avviato già un'indagine interna. «Rammaricato» anche Roberto Bolle che stasera si esibisce all'interno del Teatro grande degli scavi. Durante l'agitazione sindacale di Filp, Unsa e Cisl Fp (che si è poi dissociata) era sul palcoscenico per le prove dello spettacolo "Roberto Bolle Friends". «Sono venuto qui per realizzare il sogno della mia vita confida Bolle e lo spettacolo di stasera sarà un omaggio all'unicità di Pompei». Non è la prima volta che la "guerra dei custodi" paralizza il sito archeologico più celebre al mondo. Già un anno fa vi furono analoghe scene. Sullo sfondo, il conflitto per l'impiego di personale reclutato da Ales spa (società in house del ministero) in attività di vigilanza, che le sigle sindacali rivendicano a sé. Nella vertenza anche il mancato pagamento di spettanze per festività natalizie e notturni. «I sindacati si vergognino» tuona il presidente della commissione Unesco Giovanni Puglisi. «Non è un problema di mancanza di risorse per assumere ragiona Giuliano Volpe, presidente del Consiglio superiore dei beni culturali ma di difesa corporativa di interessi sindacali». E se per Massimo Osanna, soprintendente di Pompei, «è stato un colpo basso, mi hanno dato anche del fascista per aver aperto i cancelli », per il segretario Cgil Campania Franco Tavella «la protesta danneggia l'immagine della regione ». Contrari alla serrata Daniela Volpato della Cils Fp, mentre il coordinatore di Flp Bac Rinaldo Satolli rivendica il metodo usato a Pompei «per fare emergere una situazione al limite della sopportazione».