ROMA C'è la questione del silenzio assenso, che preoccupa molti, in prima fila il Fai, che oggi torna a lanciare un appello ai senatori per la tutela del patrimonio e del paesaggio. Ma anche un altro articolo della riforma Madia della pubblica amministrazione, è nel mirino: sembra prevedere la confluenza delle soprintendenze nelle prefetture e allora da Da Dario Fo a Salvatore Settis, dall'ex ministro Massimo Bray al professore emerito Alberto Asor Rosa, è allarme rosso nel mondo della cultura. Il ministro però tiene il punto e rassicura: «Le norme del ddl innalzano il livello di tutela sui beni culturali. I toni più forti in una lettera appello spedita oggi al presidente della Repubblica Mattarella e al ministro della cultura Franceschini, con in calce decine di firme illustri, tanti nomi noti come quelli di Tomaso Montanari, Francesco Caglioti, Vittorio Emiliani, Andrea Emiliani, Sergio Staino. «Il ddl Madia sulla riorganizzazione dell'amministrazione statale prevede la confluenza delle Soprintendenze nelle Prefetture. Si tratta del più grave attacco al sistema della tutela del paesaggio e del patrimonio culturale mai perpetrato da un Governo della Repubblica», si legge nella lettera.