BAGNOLI si configura come "il problema" non risolto di Napoli. Tale è l'inanità della pubblica amministrazione, insieme al groviglio dei fatti che tuttora assillano la riqualificazione dell'area dell'ex Italsider. Sicuramente è una sconfitta per tutti i napoletani. Si confrontano da troppi anni la necessità della trasformazione urbana per far vivere quella parte della città e i vincoli che salvaguardano quel paesaggio ma che lo ingessano e lo costringono in una condizione di abbandono. Non è priva di fondamento, però, la preoccupazione che si ripercorra e si assecondi "la bassa marea morale" descritta da Italo Calvino nel suo breve romanzo "La speculazione edilizia". Cosa è stato fatto dalle amministrazioni comunali in questi anni? È questa la domanda che si pone ogni cittadino. Può mai, ognuno di noi, avere fiducia se tale problema dovesse ancora essere affrontato dall'amministrazione comunale? Siamo al termine della consiliatura. Indipendentemente dal giudizio critico sull'operato di questa giunta, sembra necessario l'intervento del governo. Con il trasferimento delle competenze su quell'area (previste dalla cosiddetta legge Sblocca Italia) dal Comune di Napoli a Palazzo Chigi si individuano gli interventi che si potranno mettere in campo per Bagnoli, fermi da troppo tempo. Per il governo resta l'unico vincolo di "sentire il presidente della Regione", mentre si sarebbe preferito "d'intesa con il presidente della Regione".Comunque, allo stato, ben venga il commissario scelto dal governo. È vero, una fetta della città viene sottratta al governo del sindaco e del consiglio comunale. Ma di fronte all'immobilismo e ai fallimenti che si sono succeduti va fatta una scelta politicamente forte. Probabilmente solo una volta siamo arrivati vicini ad una possibile, reale, soluzione del problema, quando Napoli nel 2003 si candidò ad ospitare nel mare di Bagnoli la 32esima edizione dell'America's Cup è fu in lizza per l'assegnazione della fase finale del 2007, che, come si sa, venne assegnata a Valencia. Quell'occasione avrebbe potuto rappresentare il grande traino per la completa trasformazione dell'area come, poi, è avvenuto nella città spagnola. Ma è inutile recriminare. Ci sono state nelle ultime settimane molte voci autorevoli discordi sul tema. La risoluzione potrebbe essere l'indicazione di una grande personalità, di profilo internazionale, che possa rappresentare al tempo stesso il motore e il garante della trasformazione urbana senza approdare all'ennesima bruttura edilizia o ad una speculazione sui suoli, che sfrutti la rendita fondiaria nella peggiore tradizione dello sviluppo urbanistico della città. Bisogna fugare ogni timore in tal senso. Una grande pagina di Napoli si deve ancora scrivere. Diamo la penna a chi sa farlo. La nomina del super tecnico, annunciata più volte come imminente e puntualmente rinviata, arriverebbe dopo circa 8 mesi dalla conversione in legge del decreto Sblocca Italia. Con l'articolo 33, di fatto, il governo derogando alle varie legislazioni di settore, affida ampi poteri decisionali al commissario. Seguirà la nomina di un soggetto attuatore che, anche attraverso il coinvolgimento dei privati, opererà come stazione appaltante per gli interventi di bonifica e di realizzazione delle opere. Contro lo Sblocca Italia, che è bene dirlo non riguarda solo l'intervento del governo su Bagnoli, si è levata una critica serrata da parte di giuristi e intellettuali come Salvatore Settis, archeologo e storico dell'arte, Paolo Maddalena, vice presidente emerito della Corte costituzionale, e Massimo Bray, ex ministro dei Beni culturali, perché lo sviluppo deve "coincidere con il bene di tutti e non con l'interesse di pochi". Come si fa a negarlo. Una garanzia dovrebbe rappresentare la previsione che i suoli dell'ex Italsider diventino di "rilevante interesse nazionale" passando così sotto l'egida e la tutela del governo. Il punto controverso previsto dallo Sblocca Italia è la predisposizione di un Programma di risanamento ambientale e di un Documento strategico, che sostituirà a pieno titolo tutte le autorizzazioni, i pareri e i nulla osta richiesti dalla legge per le opere di bonifica ed infrastrutturali. Esso costituirà la variante urbanistica automatica, prescrivendo l'urgenza e l'indifferibilità dei lavori. È la logica conseguenza delle polemiche protratte per anni e della inefficienza delle scelte politiche. Il confronto, il dibattito democratico è un bene che si può spegnere per l'inconcludenza.
BEN VENGA IL COMMISSARIO A BAGNOLI
Il problema di Bagnoli, un'area di Napoli, è rimasto inasolto per troppo tempo. La pubblica amministrazione non ha fatto nulla per trasformare l'area, che è stata ingessata e costrittiva. La preoccupazione è che il problema possa ripercorrersi e si assecondi "la bassa marea morale" descritta da Italo Calvino. Il governo deve intervenire per risolvere il problema. Il trasferimento delle competenze su quell'area dal Comune di Napoli a Palazzo Chigi è previsto dalla legge Sblocca Italia. Il governo deve nominare un commissario per affrontare il problema. Alcuni critici hanno sollevato dubbi sulla legge Sblocca Italia, che potrebbe favorire lo sviluppo a scapito del bene pubblico.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo