ROMA (ANSA) - ROMA, 23 LUG - C'è la questione del silenzio assenso, che preoccupa molti, in prima fila il Fai, che oggi torna a lanciare un appello ai senatori perché intervengano a tutela del patrimonio e del paesaggio italiano minacciati. Ma anche un altro articolo del provvedimento, che sembra prevedere addirittura la confluenza delle soprintendenze nelle prefetture. Da Dario Fo a Salvatore Settis, dall'ex ministro Massimo Bray al professore emerito Alberto Asor Rosa, è allarme rosso nel mondo della cultura per più di un aspetto del ddl Madia sulla riorganizzazione della Pubblica Amministrazione. Il ministro però tiene il punto e rassicura: "Le norme del ddl innalzano il livello di tutela sui beni culturali". I fronti sono diversi, ma la preoccupazione è alta da giorni. I toni più forti in una lettera appello spedita oggi al presidente della Repubblica Mattarella e al ministro della cultura Franceschini, con in calce decine di firme illustri, tanti nomi noti come quelli di Tomaso Montanari, Francesco Caglioti, Vittorio Emiliani, Andrea Emiliani, Sergio Staino. "Il ddl Madia sulla riorganizzazione dell'amministrazione statale prevede la confluenza delle Soprintendenze nelle Prefetture. Si tratta del più grave attacco al sistema della tutela del paesaggio e del patrimonio culturale mai perpetrato da un Governo della Repubblica", si legge nella lettera. Da qui l'appello al Presidente della Repubblica, ma anche ai presidenti di Camera e Senato e al ministro Franceschini perché "si opponga con ogni mezzo". Su posizioni leggermente diverse, il Fondo Ambiente Italiano guidato da Carandini, che torna da giorni sul tema del silenzio assenso (su cui si è espresso con preoccupazione anche il Consiglio superiore dei beni culturali) e sulla questione dell'autonomia amministrativa, previsti da altri due articoli del provvedimento. Così si rischia "di compromettere il sistema della tutela", denuncia il Fai, che sulla questione prefetture soprintendenze accoglie invece con un "cauto apprezzamento" le rassicurazioni del governo ricordando che l'esecutivo "si è ufficialmente impegnato a 'prevedere che le funzioni dirette di tutela, conservazione e valorizzazione e fruizione dei beni culturali previste dal Codice rimangano di competenza esclusiva e autonoma dell'amministrazione preposta', ovvero delle Soprintendenze". Madia rassicura: "Le norme del ddl innalzano il livello di tutela sui beni culturali - risponde a chi gli chiede di commentare l'appello degli intellettuali - non abbiamo cambiato nessuna norma autorizzativa. Quindi, ad esempio, se un Comune vuole costruire ma la sovrintendenza dice no, non si costruisce. Abbiamo dato certezza nei tempi, per cui le sovrintendenze devono dire di sì o di no entro un limite, ma poi non c'è più nessuno" che può intervenire. (ANSA).