«Sarebbe importante intervenire in modo organico sugli edifici di Salerno ed il Comune potrebbe pensare di introdurre misure premiali, come eventuali riduzioni di tasse che si aggiungerebbero ad altre misure statali, per incentivare interventi alle facciate dei palazzi non solo dal punto di vista estetico ma anche volti al risparmio energetico, dando ad esempio la possibilità di intervenire con "cappotti esterni" necessari all'isolamento termico». La pensa così Maria Gabriella Alfano, presidente dell'Ordine degli Architetti di Salerno, che riflette su quanto sia di grande interesse per una città con vocazione turistica come Salerno adottare uno «strumento comunale che regolamenti i lavori esterni agli edifici con un piano del colore per migliorare non solo l'aspetto estetico, con cromie mirate, ma anche per ricorrere all'utilizzo di nuovi materiali e tecnologie, funzionali a leggere la stratificazione negli anni dei colori che rispecchiano un determinato periodo storico. La Soprintendenza ai beni culturali lavora anche su questo, orienta e dà indicazioni cromatiche sia per edifici pubblici sia per quelli privati». Sarebbe un'opportunità, non solo per tutta la città ma anche per «i tanti professionisti che sarebbero interessati dai lavori», ammette il presidente Alfano in quanto rappresentante di una categoria professionale. «Il problema della sicurezza sicuramente va affrontato: il cemento armato era visto come un gigante imbattibile ma si sono poi scoperte le sue fragilità e la necessità di interventi. L'approccio giusto non dovrebbe essere coercitivo, cioè tramite delle ordinanze, ma di prevenzione per mettere in sicurezza gli edifici». Una particolare attenzione emrita anche la stratificazione degli elementi architettonici di Salerno. «Si legge facilmente l'evoluzione della città, dai fabbricati più prossimi al Castello di Arechi fino ad arrivare alle aree di trasformazione urbana del lungomare, che sono sotto gli occhi di tutti, ed al completamento, ancora in itinere, della città nella zona prossima al Marina d'Arechi Port Village». Quel versate Est della città «è ancora in fase di trasformazione e, dunque, attraverserà una futura fase di integrazione. Proprio in questa zona si potrebbe pensare ad integrare, come tanti anni fa, abitazioni ed attività produttive che oggi non inquinano più come in passato. In pratica potremmo tornare indietro, evitando distanze chilometriche per andare a lavoro». (m.c.)