Un intervento in difesa ambiente ma anche il patrimonio culturale che si svolge nell'ambito delle attività rese possibili dal Protocollo Terra dei Fuochi tra Ministero dell'Ambiente ed Ecopneus, di cui sono firmatari l'Incaricato del Ministro dell'interno per la Terra dei Fuochi, dr. Donato Cafagna, le Prefetture di Napoli e Caserta, i Comuni di Napoli e Caserta. Un recente aggiornamento del Protocollo ha permesso l'intervento del Corpo dei Vigili del Fuoco per operazioni come questa di Cales che, iniziata lunedì 20 luglio è terminata oggi, in soli sei giorni. Con gru, funi e uomini il comando Provinciale dei vigili del fuoco di Caserta ha estratto dall'area decine e decine di grossi pneumatici abbandonati, che saranno trasferiti ad aziende autorizzate per le successive fasi di trattamento. Terra dei Fuochi, liberata dai rifiuti la città di Cales Condividi E qui un'altra piccola innovazione nella lotta ai rifiuti: la gomma degli pneumatici non finisce in discarica, ma torna a nuova vita. Grazie alla rete di aziende partner di Ecopneus, infine, gli peumatici saranno trasformati in gomma da riciclo per applicazioni nello sport, negli asfalti, per l'isolamento acustico e l'arredo urbano o in alternativa avviati a recupero di energia. Sull'operazione nell'area di Cales interviene anche il ministro all'Ambiente, Gian Luca Galletti: "Buone pratiche che concorrono alla costruzione di una rinnovata sensibilità civica ed etica .Parliamo della realizzazione di interventi concreti attraverso il riutilizzo della gomma da riciclo, un tipico esempio di buona prassi che coniuga rispetto dell'ambiente e vantaggio economico. Anzichè mandare in discarica questi pneumatici, contribuendo a un ulteriore spreco di risorse, li riutilizziamo, restituendoli come realizzazioni utili e di valore per il territorio: impianti sportivi, panchine in gomma riciclata per citarne solo alcune" . Per il ministro: "Le 'gomme' abbandonate per strada rappresentano, nell'immaginario collettivo, il simbolo di quelle discariche abusive che deturpano il paesaggio, non risparmiando neppure aree archeologiche di inestimabile valore come quella di Cales, e che attraverso le emissioni inquinanti causate dai i roghi rischiano di diventare un serio pericolo per la salute. A tutto questo dobbiamo dire basta, e lo stiamo facendo proprio attraverso le attività da voi oggi presentate e agli interventi che il Governo sta mettendo in atto con impegno e determinazione. Andiamo avanti così". "L'intervento di Cales ha un particolare valore simbolico commenta Giovanni Corbetta Direttore Generale di Ecopneus- perché lancia un messaggio forte: la rinascita di un pezzo del nostro patrimonio culturale, deturpato dall'inciviltà di pochi, che ci auguriamo possa diventare fonte di sviluppo e crescita per il territorio". "Grazie al Protocollo siamo già intervenuti in 17 Comuni Campani con 152 prelievi- aggiunge Corbetta - che hanno permesso di prelevare 656 tonnellate di pneumatici fuori uso; una mole equivalente a oltre 70.000 pneumatici da autovettura, recuperate dalla filiera di Ecopneus senza nessun costo per le casse pubbliche e i cittadini, scongiurando ogni rischio per l'ambiente e per la salute della popolazione in caso di incendio". "Oggi torna alla ribalta, ma in modo positivo e costruttivo, il territorio di Calvi risorta" dichiara Donato Cafagna, il viceprefetto incaricato per l'emergenza Terra dei Fuochi. "Tutela dell'ambiente e della cultura con questa operazione camminano di pari passo, restituendo ai cittadini un bene prezioso. Eliminare gli penumatici fuori uso significa rimuovere un rischio ambientale, ma anche valorizzare un bene culturale di particolare valore per l'intera area dell'Agro caleno", ha concluso Cafagna. Alla conferenza di quest'oggi sono intervenuti inoltre il Comandante Provinciale dei Vigili del Fuoco di Caserta Rosa D'Eliseo, Antonio Salerno della Soprintendenza Archeologia della Campania, Giovanni Marrocco Sindaco di Calvi Risorta, il Comandante della Compagnia dei Carabinieri di Capua, Arpa Campania e la Asl di Caserta. Significativo anche il contributo dei membri della Rete ArcheoCales - che si occupa volontariamente della cura e promozione del sito archeologico - che con le loro segnalazioni e con il coinvolgimento di Legambiente hanno avviato l'iter che ha portato alle operazioni di questi giorni.