Sei complessi dal Demanio all'amministrazione comunale Belvedere, Crocetta, Tenaglia, Begato,Sperone,Puin,Granara Un intervento complessivo sul sistema dei Forti DOPO il waterfront , con il Blue Print, il Comune accende i riflettori sullo skyline . Che a Genova non è disegnato dalle cime dei grattacieli, ma dal profilo del crinale delle colline, segmentato dalle fortificazioni secentesche. I magnifici sette sono protagonisti di un piano di rilancio firmato dall'assessore al Patrimonio, Emanuele Piazza e dal suo collega ai Forti, Italo Porcile e fortemente voluto dal sindaco Doria. Forte Belvedere, Crocetta, Tenaglia, Begato, Sperone, Puin, Torre Granara ristrutturati e riqualificati, con un efficiente sistema di collegamento con la città, che si poggerà inizialmente sulle due funicolari, Righi e Granarolo, e poi sarà implementato con la teleferica che collegherà la corniche fortificata con la città, partendo dal Porto Antico o, più probabilmente, come annuncia l'assessore Piazza, nei pressi della caserma Gavolgio, che verrebbe collegata alle fortificazioni. Lo sviluppo del piano prevede poi l'affidamento di parte della gestione degli spazi a soggetti che possano garantire servizi culturali, turistici, ma anche sportivi a cittadini e turisti, ma soprattutto l'organizzazione di un'importante tranche delle grandi strutture per offrire servizi di ospitalità diffusa e di qualità. «Pensiamo che ristorazione, ostelli, strutture alberghiere possano trovare spazio, in modo rispettoso e leggero, in questi luoghi, a un passo dalla città, ma già immersi nel verde », spiega Piazza. In giunta è appena stata approvata la delibera con il piano di valorizzazione del sistema difensivo secentesco della città, con una prima fase finanziaria, organizzativa e di adeguamento viario per facilitare gli accessi. Il passaggio ufficiale, il primo, e storico, sarà a settembre: «Il Comune di Genova entrerà in possesso delle fortificazioni secentesche, trasferite dal Demanio », indica soddisfatto l'assessore Piazza. Il piano di valorizzazione, condiviso da Comune, Demanio e Soprintendenza, è stato siglato la scorsa settimana. E prevede, innnanzitutto, appena sarà formalizzato il trasferimento, la messa in sicurezza degli spazi. «Alcuni forti, come Begato, sono stati oggetto di interventi, altri no- indica Piazza - comunque l'abbandono o il non-utilizzo delle strutture ci obbliga a rendere sicuri i luoghi». Poi partiranno le assegnazioni delle sezioni, Piazza sta lavorando a suscitare l'interesse di soggetti non solo genovesi per la gestione degli spazi. Dalla cultura, allo sport, al commercio di qualità, all'accoglienza. E proprio il forte Begato diventerà l'ombelico di questa teoria di monumenti antichi che dovrebbero, nei prossimi mesi, ricominciare a vivere una nuova vita. La prossima settimana il progetto approderà in consiglio comunale: «Si tratta di una prima fase del trasferimento nel programma di valorizzazione delle fortificazioni di Genova - dice Piazza - e tra poco sul sito del Comune pubblicheremo indicazioni e informazioni sui sette nuovi e antichi gioielli che consideriamo, con l'assessore Porcile, come formidabili opportunità non soltanto di riqualificazione, ma anche di rilancio economico e turistico di una parte finora trascurata della città e che completa un'offerta che non esiste finora a Genova in termini di occasioni turistiche. Si collega alla riqualificazione dei monumenti storici di Genova, dal Porto Antico al Centro storico, questo recupero delle fortificazioni del Seicento ». La giunta Doria ha cominciato nell'estate di due anni fa a lavorare al progetto di riqualificazione e recupero dei forti, ma soltanto negli ultimi mesi ha trovato la strada concreta per rilanciarli. «Cominceremo subito a settembre - indica Piazza, che sta coinvolgendo Confindustria - con l'organizzazione di eventi sportivi, culturali e di intrattenimento, poi passeremo progressivamente ad affidare la gestione degli spazi».