Sono tempi di fuoco, almeno per Roma. E non solo per Roma. Tempi in cui viene da pensare che tutto è inutile, vano, perduto. Il quadro di Mafia Capitale sembra dire che le idee sono irrilevanti, inconcepibili, fastidiose. Vuoi ancora parlare d'idee, in questo marasma infinito di miseria? Quando pure l'idea più nobile, è merce buona (solo) per gli affari? Ma non c'è altra via che riproporre idee, progetti, ambizioni, qualcosa che possa fare di Roma la città che (quasi) tutti abbiamo nel cuore. Allora ricominciamo dalle idee. Cominciamo dalla cultura, lo strumento più efficace per rimettere a posto le menti. Con la riforma del ministero dei Beni Culturali, venti tra musei e aree archeologiche hanno conquistato l'autonomia. Tre sono a Roma (Colosseo, Galleria d'Arte Moderna e Galleria Borghese): avranno una maggiore libertà, anche se sotto la stretta sorveglianza del Ministero. Si può progredire ancora molto in questo processo di ammodernamento. Bisogna fare qualcosa che porti Roma a diventare leader nella gestione della cultura. Ruolo che le verrebbe naturale. Bisogna che la gestione della cultura sia qualcosa che riguardi tutti, pubblici e privati. Allora mettiamo insieme i tre soggetti in una fondazione di diritto privato, con maggioranza pubblica (non necessariamente statale) e facciamoli diventare il meglio che finora si sia visto nella gestione del patrimonio storico-artistico. Lo status giuridico permetterebbe di assumere le persone migliori, con libertà e meritocrazia, di svolgere attività di fundraising, di elevare la capacità di gestione e di collegarsi al mondo turistico e alle innovazioni digitali. Abbiamo l'esempio della Fondazione di Santa Cecilia, perché non seguirlo anche per i musei? A Torino il Museo Egizio è diventato spettacolare così. Se poi ci sono soggetti che vogliono il bene di Roma, non foss'altro perché ci vivono, potranno partecipare alla neo fondazione. Quante grandi aziende, alcune pubbliche, hanno sede a Roma? Autostrade, Ferrovie, Telecom, Alitalia: siamo pieni di big player. Perché non possono contribuire al rilancio della città? Se non nella cultura dove? Allora i tempi di fuoco possono servire, se portano a iniziative che abbiano forza morale (sì, forza morale), e indichino che il destino della città non sta nel «mondo di mezzo», ma in mezzo al mondo, a insegnare, avendone gli esempi, cosa di grande si possa trarre dalla cultura.
Roma. Citta leader con la cultura
Il testo esprime la preoccupazione per lo stato di Roma, considerata una città in crisi. L'autore propone di riproporre idee e progetti per migliorare la città, iniziando dalla cultura. La riforma del ministero dei Beni Culturali ha già portato a una maggiore autonomia per alcuni musei e aree archeologiche a Roma. L'autore suggerisce di creare una fondazione di diritto privato, con maggioranza pubblica, per gestire il patrimonio storico-artistico della città. Questa fondazione potrebbe assorbire le risorse di aziende private, come quelle di settore pubblico, per migliorare la gestione della cultura e promuovere la città come leader nella gestione del patrimonio culturale.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo