Migliaia di pagine sono state digitalizzate grazie a un finanziamento europeo In rete le opere di Villa Guariglia e di altri istituti. Il lavoro è cominciato nel 2009 Rivivere, passo dopo passo, ogni singolo centimetro di vecchi manoscritti, documenti storici, miniature ed incisioni appartenenti al patrimonio storico-artistico del proprio territorio in pochi semplici clic è la sfida della nuova era digitale. Dai monumenti storici di Palazzo Fruscione e San Pietro a Corte, muniti di Qr-Code per le mostre virtuali si passa da oggi al progetto "Riversamento dell'Opac di Bibliorete nella Rete Sbn Polo Cam e digitalizzazione del patrimonio antico relativo al territorio campano nei secoli XVII-XVIII", finanziato dalla Regione Campania attraverso fondi europei e portato avanti dalla Provincia di Salerno in collaborazione con i Comuni d'Altavilla Silentina, Baronissi, Cava de' Tirreni, Minori, Sala Consilina e Siano, nell'ambito del Por (programmi operativi regionali). «Un perfetto connubio tra tradizione ed innovazione» come sottolineato più volte dal presidente dell'ente provinciale, Giuseppe Canfora, che ieri mattina, nel Salone "Bottiglieri" di Palazzo Sant'Agostino, ha spiegato insieme ai relatori l'importanza del progetto, iniziato nel 2009. Notizie bibliografiche, ben 170mila, relative ai fondi delle biblioteche aderenti al progetto, digitalizzazione del patrimonio antico, rari documenti in possesso delle biblioteche partecipanti, la fruizione dei servizi attraverso il portale web, la catalogazione del patrimonio antico e l'allestimento di percorsi scientifici, l'attività formativa e le pubblicazioni tematiche: questi i punti salienti del progetto che ha permesso anche il recupero di numeroso materiale di inestimabile valore storico, digitalizzato ed inserito in "Bibliorete", la banca dati dell'Sbn, il Servizio bibliotecario nazionale. Diversi sono gli esempi di catalogazione di opere e documenti. Il primo è quello della biblioteca di Villa Guariglia, a Raito di Vietri, dove l'opera di catalogazione della biblioteca appartenente alla famiglia Guariglia ha permesso il trasferimento in rete di una massa di documenti forte di ben 4mila esemplari. E' Raffaele Guariglia il protagonista indiscusso di questo enorme lascito: ambasciatore presso varie nazioni durante l'era mussoliniana, Guariglia accumulò negli anni volumi d'incalcolabile valore tra cui alcuni testi ed incisioni risalenti al 18esimo e al 19esimo secolo. E poi testi di narrativa italiana e straniera, biografie, testi di storia, archeologia ed arte, a dimostrazione del grande spessore di un uomo salernitano che aveva effettivamente vissuto in primo piano parte degli eventi storici di maggior rilievo del nostro Paese. Libri da catalogare e libri da restaurare, come il "Repertorio dei Quinternioni di Principato Citra e Ultra" del 17esimo secolo, il "De re diplomatica" della versione del 1789 o infine l"Antiphonarium Romanum de tempore et Sanctis", pubblicato a Venezia nel 1735. Tutti testi riportati in vita grazie al progetto, mentre per il "Manoscritto Pinto", nome con il quale viene comunemente chiamato il "Fameglie Nobili delli Trè Seggi della Città di Salerno", risalente alla seconda metà del 18esimo secolo, si è andato oltre, con la digitalizzazione dell'intero documento che riporta la descrizione e le immagini di stemmi acquerellati di 90 famiglie nobili salernitane. Per la realizzazione della sua catalogazione è stata ancora una volta necessaria la tecnologia, grazie all'utilizzo di uno scanner a luci fredde che ha permesso la digitalizzazione, ad altissima risoluzione, dell'intero manufatto, presentato anche in occasione della 16esima edizione della Borsa mediterranea del turismo archeologico di Paestum. E' stata la responsabile del progetto, Barbara Cussino, funzionario delegato del Settore Musei, Biblioteche ed Attività Culturali della Provincia, ad esporre le potenzialità del progetto: «E' stata una grande sfida quella appena compiuta afferma Cussino - Il progetto, partito nel 2009, ha visto l'impegno di molte persone, docenti e dirigenti sia della Provincia che delle varie biblioteche che hanno scelto di collaborare a questa iniziativa. L'importanza del progetto è enorme, poiché si è proceduto non solo con la salvaguardia d'importantissimi documenti ma anche con la loro diffusione in rete che ne permetterà la consultazione anche dalla Nuova Zelanda». «La cultura deve essere una funzione fondamentale in Italia ha invece ribadito Giovanni Coscia, consigliere provinciale delegato ai Beni Culturali La valorizzazione del patrimonio culturale favorirà lo sviluppo delle future generazioni e, in questo caso, servirà da esempio su come vadano impiegati correttamente i fondi europei».
Libri e documenti storici nella "bibliorete" salernitana
Il progetto "Riversamento dell'Opac di Bibliorete nella Rete Sbn Polo Cam" ha avuto inizio nel 2009 e si è concluso con la digitalizzazione di oltre 170mila notizie bibliografiche, documenti storici, miniature ed incisioni appartenenti al patrimonio storico-artistico del territorio campano. Il progetto è stato finanziato dalla Regione Campania attraverso fondi europei e ha coinvolto la Provincia di Salerno e diversi Comuni. Il progetto ha permesso il recupero di numeroso materiale di inestimabile valore storico, digitalizzato ed inserito in "Bibliorete", la banca dati dell'Sbn.
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