Anche l'ex direttore della Pinacoteca di Cagliari è finito nell'inchiesta su gare truccate e incarichi sospetti che coinvolge diversi sindaci dell'isola ORISTANO. C'è anche l'ex direttore della Pinacoteca nazionale di Cagliari Roberto Concas, 63 anni, tra le quattro persone denunciate a piede libero nell'ambito dell'inchiesta da cui sono poi scattate le indagini dell'operazione «Hazzard» su presunti appalti pilotati e incarichi professionali sospetti. La settimana scorsa i carabinieri, su disposizione del gip di Oristano, avevano eseguito una serie di nuove misure cautelari tra cui gli arresti domiciliari per il sindaco di Borore Tore Ghisu, che nel frattempo si è dimesso, e per il presidente del Consorzio industriale provinciale nuorese Michele Corda. Stavolta nel mirino degli inquirenti sono finiti la gestione dei beni museali di Macomer e il Museo del pane di Borore che ha portato appunto a quattro denunce a piede libero. Oltre a Concas, cagliaritano, nel cui curriculum risultano un incarico di professore a contratto dell'università di Sassari e la progettazione di numerosi sistemi museali sardi, sono stati denunciati Giovanni Antonio Biccai, 56 anni di Sindia, ex assessore comunale e attuale consigliere di maggioranza al Comune di Macomer; Rossana Muroni, 46 anni, di Macomer, imprenditrice nel campo della cultura e del turismo; e suo fratello Sergio Muroni, 40 anni, di Nuoro. I quattro sono accusati di concorso in «turbata libertà del procedimento di scelta del contraente»