Lanzinger: perderemo 180.000 euro l'anno. Ieri il secondo compleanno del museo TRENTO. «Gli ingredienti del nostro successo? Identità, territorialità e varietà». Michele Lanzinger, direttore del Muse, festeggia i primi due anni del celebre Museo guardando al passato, ma anche, soprattutto, al futuro. «Siamo convinti che lo stretto rapporto creato con la comunità trentina, le suggestioni internazionali e la capacità di sorprendere il visitatore con mostre sempre nuove, possano essere le chiavi per garantire lunga vita al Muse», assicura, specificando di aver già pronto il calendario delle esposizioni da qui al 2017. Dopotutto, l'ottavo posto nella graduatoria dei Musei più visitati d'Italia (con il record di 1 milione di biglietti staccati nei primi 21 mesi d'apertura) non può essere frutto del caso. Da qui, il suo essere diventato un polo strategico per il territorio, tanto a livello culturale quanto economico. «Le ricadute positive su altre istituzioni come il Buonconsiglio o il Museo Diocesano sono state evidenti a conferma di come la cultura possa davvero trainare la nostra economia», ha rilevato l'assessore Tiziano Mellarini, presente alle celebrazioni. Eppure, è proprio sul piano economico, che la preoccupazione del direttore si fa palpabile, in particolare legata al progetto che dal prossimo 6 settembre introdurrà una domenica al mese di entrata gratuita nei musei, così come deciso dalla Provincia per uniformarsi all'iniziativa nazionale: «Perderemo qualcosa come 180.000 euro l'anno e dovremo necessariamente ripensare il nostro bilancio», riflette Lanzinger, precisando però che nessun taglio verrà fatto sul personale, attualmente composto da 187 lavoratori a tempo pieno dei quali almeno il 50 precario. «Anzi chiarisce il direttore c'è la piena intenzione di stabilizzare il prima possibile queste risorse e le prospettive sono ottime». Così, anche quest'anno, il Museo ha scelto di festeggiare la ricorrenza in grande stile, richiamando intellettuali di fama internazionale, come Richard Dawkins, considerato uno dei maggiori esponenti dell'epoca contemporanea del neodarwinismo e Jonathan Kingdon, senza dubbio il più importante studioso di fauna africana, artista e illustratore naturalistico. È sua infatti, l'esposizione «Ex Africa. Esplorazioni di arte e scienza by Jonathan Kingdon» che, inaugurata ieri, porta tra le pareti del Muse disegni, dipinti, sculture e altre opere, capaci di tracciare un sorprendente itinerario scientifico e artistico della biodiversità animale in Africa. Accanto a questa, hanno aperto i battenti altre tre nuove mostre: «Be-Diversity» curata dall'artista Stefano Cagol e dedicata al superamento delle diversità, nella cultura come nell'arte e nella vita; «Ricerca sul Campo», volta a indagare le principali innovazione made in Trentino in ambito agri-food e «Lavoro sporco», esposizione fotografica di Piero Cavagna e Giulio Malfer, omaggio alle professioni agricole che tanto valore hanno per la società trentina. Ma, anche i più piccoli hanno avuto modo di divertirsi all'aria aperta, mentre gli appassionati di musica hanno concluso la serata con il concerto della Brass Bang.
Trento. Domeniche gratis: sos al Muse
Il Museo TRENTO celebra il suo secondo compleanno. Il direttore Michele Lanzinger sottolinea l'importanza dell'identità, della territorialità e della varietà per il successo del museo. Il museo ha raggiunto l'ottavo posto nella graduatoria dei musei più visitati d'Italia con 1 milione di biglietti staccati nei primi 21 mesi d'apertura. Il museo è diventato un polo strategico per il territorio, sia a livello culturale che economico. Tuttavia, il direttore è preoccupato per il progetto di entrata gratuita nei musei il prossimo 6 settembre, che potrebbe comportare una perdita di 180.000 euro all'anno.
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