VERONA. Quale sarà il futuro dell'Arsenale? Una delle ipotesi al vaglio dell'amministrazione comunale, di cui ha dato conto ieri il Corriere di Verona , è la creazione di un fondo immobiliare (dentro cui affluirebbero fondi pubblici e privati) dove conferire anche l'immobile di Borgo Trento. Si tratta al momento solo di un'ipotesi - e nemmeno l'unica - per l'Arsenale, per cui è in piedi (anche se in una fase di stallo) la proposta di project financing per la sua riqualificazione avanzato da Contec e Rizzani De Eccher. Ma è un'idea contro cui il Partito democratico già alza un muro preventivo. «L'idea del fondo immobiliare può andar bene per edifici che si intendono dismettere - argomenta il capogruppo in Comune Michele Bertucco - Ma che c'entra con l'Arsenale, il più importante monumento cittadino dopo l'Arena?» I fondi immobiliari servono per valorizzare il patrimonio che viene loro conferito, «ma non certo il suo recupero storico e sociale», sottolinea Bertucco. Insomma, per il consigliere si tratta di uno strumento inadatto e indifferente «rispetto alle richieste del quartiere in merito alle destinazioni d'uso dell'Arsenale e alle sensibilità che la città manifesta in riferimento alle possibilità di recupero del monumento». La proposta sarebbe giunta al Comune, che la sta valutando. «Si aspetta il privato che tolga le castagne del fuoco - afferma Bertucco - Ma questo è il contrario di ciò fanno le amministrazioni serie. Non a caso l'unico vero progetto di recupero dell'Arsenale rimane quello dell'amministrazione Zanotto». Quel progetto è stato abbandonato da Tosi perché ritenuto troppo costoso. Ma per Bertucco, dal 2007 in poi, «abbiamo assistito al vuoto pneumatico di idee e di proposte unito ad un pressapochismo e ad un dilettantismo senza precedenti». E anche gli altri edifici storici «vengono buttati sul mercato a seconda delle esigenze di bilancio». Ma senza Fondazione Cariverona e Cassa Depositi e Prestiti, il piano di alienazioni «sarebbe rimasto completamente inevaso».