La Biennale Architettura 2016 sarà dedicata all'architettura di frontiera, quella che parte dalla precarietà di mezzi e dalle slabbrature nelle periferie per migliorare la qualità della vita e del contesto urbano di chi non ha mezzi né fortuna per poter accedere ai contesti e panorami di pregio. Un compito arduo e lontano dall'architettura delle star che poteva essere affidato solo al cileno Alejandro Aravena, che ieri il consiglio d'amministrazione della Biennale ha nominato direttore del Settore Architettura con compito di curare la 15esima edizione della Biennale Architettura. Classe 1967, anima dello studio di progettazione Elemental che ha introdotto il concetto di libertà costruttiva modulare nelle case popolari, Leone d'Argento nella XI Edizione dell'esposizione veneziana, docente universitario in Cile, ad Harvard, International Fellow dal Royal Institute of British Architects, Aravena avrà l'intera estate per elaborare le linee guida e, da settembre, tutto il tempo necessario a spiegare ai paesi partecipanti i principi della prossima Biennale. Che durerà sei mesi, dal 28 maggio al 27 novembre 2016, per assecondare la tendenza che vede sempre più visitatori da tutto il mondo affollare i padiglioni. Furono 230mila la scorsa edizione, perlopiù studenti di architettura di tutto il pianeta; la lunga stagione di apertura da modo a chi arriva dalla Cina, dall'Australia e dai paesi più lontani di organizzare la visita per esplorare le tendenze mondiali. «La Mostra imparerà dalle architetture che, attraverso l'intelligenza e l'intuizione, possono di scostarsi dallo status quo annuncia Aravena - . Vorremmo presentare degli esempi che, nonostante le difficoltà, invece di rassegnazione e amarezza, propongano di agire. Vorremmo dimostrare che in un dibattito costante centrato sulle qualità di un ambiente edificabile, risiede non solo la necessità ma anche l'occasione per l'azione». Il tema del territorio centrale in questa edizione ha trovato concorde tutto il Cda, cui ieri, per la prima volta, ha partecipato il nuovo sindaco di Venezia Luigi Brugnaro. Il presidente Baratta ha ringraziato il consiglio per aver condiviso l'idea «di una Biennale che intenda reagire allo scollamento tra architettura e società civile che nel corso degli ultimi decenni ha portato alla spettacolarizzazione dell'architettura o alla rinuncia della stessa». La nomina di Aravena mette al riparo la prossima esposizione dal cambio di presidenza: l'incarico di Baratta scade a dicembre, per statuto non potrebbe essere riconfermato ma è nota la stima del ministro Dario Franceschini nei suoi confronti.