Napoli. Un viaggio nel tempo in uno dei luoghi più magici della Campania. L'appuntamento è domani sera alle 21, a Positano in via Rampa Teglia, per tornare indietro di duemila anni e scoprire gli straordinari affreschi ritrovati nella villa di epoca romana che fu distrutta dall'eruzione del Vesuvio del 79 d.C.. L'amministrazione comunale di Positano ha promosso l'evento realizzato con il coordinamento scientifico della Soprintendenza Archeologia della Campania e in collaborazione con la Parrocchia di Santa Maria Assunta, sotto cui è stata rinvenuta la villa. «Siamo unici dice il sindaco del Comune costiero Michele De Lucia . E la storia lo dimostra. Già i romani ci avevano scoperto come luogo d'elezione. La nostra costa piacque ai patrizi che utilizzarono i migliori artigiani del tempo per costruire ville e realizzare affreschi di rara bellezza». «Architetture ingannevoli» è il tema della serata nel corso della quale sarà presentato il nuovo ambiente riportato alla luce. «I lavori dovrebbero essere portati a termine entro la fine dell'anno spiega il sindaco . Ma riteniamo, ad ascoltare gli esperti, che ci sia molto altro da riportare alla luce la villa è molto estesa e ci aspettiamo pieno sostegno affinché gli scavi proseguano». La villa sul mare racconta come l'aristocrazia romana tra l'età sillana e l'età augustea scelse l'insenatura di Positano come luogo ideale per la costruzione di lussuose dimore sul mare, per dedicarsi all'otium , dunque alla cultura, alla meditazione, alle attività dello spirito e della mente, all'arte, alla poesia, alla filosofia. E racconta anche altro, spiega bene come la furia del Vesuvio mutò profondamente il paesaggio, spostando il corso dei torrenti e facendo avanzare la linea di costa. Cumuli di lapilli e fanghi piroclastici solidificati seppellirono la villa che è venuta fuori grazie ad un attento lavoro degli archeologi. I primi scavi nel 1900, dopo quasi mezzo secolo le prime interpretazioni dell'archeologo Amedeo Maiuri, quindi la scoperta di uno dei lussuosi ambienti di rappresentanza della villa venuto fuori grazie ai lavori per il recupero e restauro del campanile e delle cripte della Chiesa Madre di Positano. Uno spazio che ha straordinari affreschi modulati su un gioco di rimandi, tra realtà e illusione percettiva, che tende non solo ad aprire lo spazio fisico, ma anche creare illusioni ottiche e a giocare con i colori e i temi per ricreare sulle pareti la magia del mare e della natura. «La villa è di grandissimo pregio, probabilmente imperiale, gli affreschi sono di artisti di botteghe urbane, cresciuti nelle scuole pittoriche di Roma racconta Adele Campanelli, soprintendente ai Beni archeologici della Campania . Le finte architetture amplificano lo spazio interno, imitando lo spazio naturale. Ci sono scorci da cui si vede il mare, altri da cui si vede la campagna e poi tralci di vite, uccelli e la fantasia: gli ippogrifi, gli amorini, un pegaso alato. La villa si estende sotto gran parte del centro di Positano, arrivando alla spiaggia sotto la quale dovrebbero esserci gli edifici di servizio. La cosa molto interessante è che l'eruzione l'ha coperta tutta, al punto che è finita dimenticata. E c'è stata così una separazione netta tra la Positano romana e quella medievale anche perché la lava ha trasformato la geomorfologia del territorio. Scavando è venuta alla luce una Positano che non conoscevamo».