Dopo un delicato restauro la preziosa statua in alabastro è visibile nelle sale di villa Guerrazzi L'assessore: «L'intervento è in funzione di un rilancio del nostro polo in rete con gli altri territori» CECINA. Un gioiello in alabastro. Un pezzo raro. In Toscana ne esiste solo un'altro. D'epoca romana. La statuetta della dea Iside torna a Cecina, nelle sale del Museo archeologico comunale, a villa Guerrazzi, dopo un lungo restauro. E chissà se la dea della fertilità esaudirà gli auspici di rilancio della struttura, che per l'occasione si presenta in una veste rinnovata. Un allestimento realizzato con la supervisione della Soprintendenza per i beni archeologici della Toscana e la collaborazione dell'Istituto Marco Polo, classi terze e quarte ad indirizzo artistico coordinate dalla professoressa Gaia Borghi. «Un atteso ritorno di uno dei reperti più preziosi e rari della collezione presente nel museo afferma l'assessore alla Qualità della vita Giovanni Salvini . Ad esso va aggiunta la nuova disposizione delle bacheche e delle sale museali e l'esposizione di reperti finora custoditi nel magazzino». Un piccolo passo in avanti che fa il paio con il tentativo di mettere a sistema parchi e musei di un territorio che racconta un'unica storia, da Volterra alla Val di Cornia. «L'intervento è in funzione di un rilancio del polo museale cecinese sostiene Salvini , inserito in un progetto più ampio di rete con il comprensorio della Val di Cecina e della Val di Cornia». Il nuovo allestimento e la ritrovata statuetta di Iside si svelano al pubblico questa sera con la conferenza tenuta dall'egittologa Maria Cristina Guidotti dal titolo "Dal Nilo.. al Cecina, la dea Iside dall'Egitto a Roma". L'appuntamento è per le 21,15 a Villa Guerrazzi e nell'occasione è prevista una visita guidata gratuita al museo. «Il ritrovamento della statuetta di Iside è collegato al favore che godeva la dea in epoca imperiale presso le famiglie aristocratiche romane dice il direttore del museo Stefano Genovesi . A San Vincenzino, dove è avvenuta la scoperta, aveva la sua dimora la ricca e potente famiglia dei Cecina, fra i cui membri vi era anche una sacerdotessa votata al culto della dea». E la statuetta di alabastro, priva di testa, rappresenta uno dei rari esempi di questa tradizione. «In Toscana ne esistono solo due, uno di questi è conservato nel nostro museo», sottolinea Genovesi. La scelta del nuovo allestimento è di rendere leggibile un passato che nei reperti è chiaro solo ad occhi esperti. Pannelli didattici, illustrazioni e sistemazioni che riannodano il filo con il passato. Del nuovo allestimento gli studenti del Marco Polo hanno curato una sala che custodisce reperti inediti e finora mai esposti. Anche la Forestale dello Stato ha dato una mano realizzando il grande contenitore in legno che ospita i cocci delle anfore in terracotta che servivano al trasporto del vino. Che la statuetta di Iside sia un pretesto. «Vi sono anche altri reperti degni di nota sostiene il direttore Genovesi come un frammento di agata di un'antica finestra, oppure le numerose anfore presenti di pregevole fattura e intatte nella forma o la corona in oro proveniente dal sito di Belora».
Iside torna nel museo di Cecina con nuovi allestimenti e reperti
La statuetta di Iside in alabastro, un pezzo raro e unico in Toscana, è stata restaurata e ritrovata nelle sale del Museo archeologico comunale di Cecina, a villa Guerrazzi. L'intervento è stato realizzato con la supervisione della Soprintendenza per i beni archeologici della Toscana e la collaborazione dell'Istituto Marco Polo. La statuetta, priva di testa, rappresenta uno dei rari esempi di tradizione ebraica in Toscana. Il museo ha anche ricevuto nuovi reperti, come pannelli didattici, illustrazioni e sistemazioni che riannodano il filo con il passato. L'allestimento è stato realizzato con la collaborazione degli studenti del Marco Polo e della Forestale dello Stato.
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