PISA La sentenza della Consulta del 9 luglio scorso per quanto riguarda l'incostituzionalità di una parte del decreto Franceschini, l'Art Bonus, ha riaperto una serie di vicende legate alle attività ambulanti nei luoghi di grande pregio artistico. Se i bancarellai di piazza dei Miracoli sperano che questa sblocchi il ritorno nella loro sede originaria alla fine dei lavori dopo due anni (la proroga concessa per il cantiere scadrà il 30 settembre), per i loro colleghi di Roma l'allontanamento è di meno di una settimana fa. Il 10 luglio, infatti, è entrata in vigore l'ordinanza imposta dal sindaco Ignazio Marino che vieta agli ambulanti di sostare all'ombra dei monumenti del centro storico. Un provvedimento che, a questo punto, potrebbe essere impugnato dagli operatori capitolini in virtù della sentenza della Consulta. Ricordiamo che i giudici costituzionali hanno dichiarato "costituzionalmente illegittimi" due articoli del decreto nella parte in cui "non prevedono l'intesa a garanzia della leale collaborazione tra Stato e Regioni", intesa necessaria secondo la Corte nel momento in cui si vuole allontanare dalle aree di pregio monumentale e archeologico, con lo scopo di tutelarle, attività di commercio ambulante. Insomma, tutto torna nelle mani dei Comuni che hanno gli strumenti, leggi piano del commercio, per intervenire autonomamente senza alcuna imposizione da parte del ministero. Su questo punto fanno leva i bancarellai, e le loro associazioni Confcommercio e Confesercenti, per sperare in una applicazione dell'ordinanza del 30 aprile 2012 che indica il trasferimento temporaneo e per il tempo necessario (previsto in origine in 365 giorni) ai lavori al Museo delle Sinopie. Sicuramente, in caso di rientro, niente sarà come prima (a cominciare dalle strutture) e soprattutto ci sarebbe una scadenza precisa legata all'operazione dei Trovatelli. «Ribadiamo per l'ennesima volta che gli ambulanti non vogliono restare altri 14 anni in piazza dei Miracoli spiega il coordinatore area pisana di Confesercenti Giulio Garzella ossia gli anni che sono passati da quel piano del commercio ancora in vigore che indicava nella caserma Bechi Luserna la loro sede definitiva. Gli ambulanti, e con loro Confcommercio e Confesercenti, hanno indicato nel palazzo dei Trovatelli la nuova sede di tutte le attività. E l'acquisteremo appena ricevuto le rassicurazioni del rientro in piazza dei Miracoli. D'altra parte dice ancora Garzella crediamo che sia l'unica soluzione per salvare dal degrado uno stabile di prestigio davanti alla Torre». In effetti le difficoltà dell'Azienda Ospedaliera, proprietaria dell'immobile, a vendere lo stabile sono ormai note. Continuano, per ammissione dei dirigenti dell'Aoup, le richieste di sopralluogo ma per ora nessuno ha fatto seguire una offerta sulla quale discutere. Ancora Garzella: «Il Comune e la città avrebbero interesse che l'operazione dei bancarellai andasse a buon fine. Risolverebbe una volta per tutte la questione delle attività ambulanti del Duomo con una soluzione condivisa dopo tanti contrasti, contribuendo inoltre ad eliminare l'attuale ferita di quello stabile decadente». Ricordiamo che il palazzo ex Trovatelli è stato messo in vendita nel dicembre 2011 con una base d'asta di 24 milioni di euro, scesi a 21,6 milioni nella seconda gara del maggio 2012; in entrambi casi le aste sono andate deserte tanto che nel settembre 2012 è stata indetta la trattativa privata. Il valore complessivo dell'operazione proposta dai bancarellai (acquisto più lavori) andrebbe intorno ai 30 milioni di euro; gli ambulanti diventerebbero operatori a posto fisso occupando un piano dello stabile, e lasciando spazio anche ad altre attività ricettive e turistiche.
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La sentenza della Consulta del 9 luglio ha riaperto le vicende legate alle attività ambulanti nei luoghi di grande pregio artistico. I bancarellai di Pisa sperano che la sentenza possa bloccare il loro allontanamento dalla sede originaria alla fine dei lavori. Invece, a Roma, l'ordinanza del sindaco Ignazio Marino vieta agli ambulanti di sostare all'ombra dei monumenti del centro storico. I bancarellai romani potrebbero impugnare il provvedimento in virtù della sentenza della Consulta. I giudici costituzionali hanno dichiarato "costituzionalmente illegittimi" due articoli del decreto Franceschini che vietano le attività ambulanti nelle aree di pregio monumentale.
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