L'ente abolito rimasto senza soldi mette sul mercato un pacchetto di immobili per un valore di 56 milioni tra cui anche Vende casa, l'ex Provincia, e vende anche le scuole: non domani, ma a partire dal prossimo anno, l'ente "abolito" e rinato senza quattrini sotto il nome di Città metropolitana, metterà sul mercato gli edifici sede di una mezza dozzina tra le 150 scuole superiori del torinese, tra cui, pare, anche il liceo classico D'Azeglio. Si comincerà nel 2016 con un pacchetto di immobili dal valore di 56 milioni di euro e si proseguirà l'anno dopo con un elenco di proprietà da 52 milioni. I vecchi stabili, molti dei quali cascano letteralmente a pezzi, saranno venduti, e via via sostituiti, a seconda delle necessità, da nuove e moderne scuole. Frattanto, già da quest'anno, per dare il via alla messa all'asta dei gioielli di famiglia, l'ex Provincia venderà la sede storica: Palazzo Dal Pozzo della Cisterna, casa natale della regina di Spagna, Maria Vittoria. L'avviso vendesi sarà pubblicato entro agosto. Pare ci sia già chi ci sta facendo un pensierino. Prezzo: poco meno di 50 milioni di euro. È il pezzo forte della lista di immobili da dismettere che il Consiglio metropolitano ha approvato ieri insieme al bilancio del 2015. Un piano da 110 milioni di euro per ridare respiro alle affannate casse della Città metropolitana che non sa da che parte girarsi per pagare la riasfaltatura dei 3.200 chilometri di strade provinciali, lo sgombero della neve e la manutenzione degli istituti superiori. La novità più ambiziosa introdotta dal sindaco metropolitano Piero Fassino riguarda proprio le scuole: vendere i vecchi edifici ormai ingestibili e, con il ricavato, sostituirli con nuove costruzioni scolastiche dotate di tutti i requisiti della "Buona Scuola" di Renzi. Un programma di sostituzione edilizia che consentirà di risparmiare barcate di soldi per la manutenzione e di razionalizzare le sedi che ormai non servono più. "Al loro posto spiega Mauro Carena, consigliere metropolitano con la delega al Bilancio costruiremo edifici scolastici moderni, al passo coi tempi. Non si tratta di fare cassa. Ma di mettere le basi per il futuro". Quel che appare come il canto del cigno della Provincia, potrebbe diventare la risurrezione dell'araba fenice. Chissà? Nel frattempo, quel che è certo, è la messa in vendita dei gioielli di famiglia per far quadrare i conti, conti che altrimenti non avrebbero retto alle sanzioni per lo sforamento del patto di stabilità. "Abbiamo chiesto al governo ha detto ieri Fassino la riduzione della sanzione per lo sforamento del patto di stabilità dal 3 all'1 per cento. Aspettiamo risposte". Palazzo Cisterna sarà venduto in blocco, con tutti gli arredi e le opere d'arte che vi sono all'interno e che dovranno essere mantenuti al loro posto sotto l'occhio vigile della Soprintendenza. L'edificio, uno dei più ricchi e belli della città, era stato acquistato dalla Provincia direttamente dai Savoia-Aosta nel 1940 per assicurare allo Stato, si legge nei documenti dell'epoca, «il possesso di un palazzo che richiama memorie care al cuore di ogni italiano, e in particolare di ogni piemontese». Ma l'ex Provincia metterà sul mercato altre prestigiose sedi, non quella di corso Inghilterra, anche se un pensiero qualcuno ce l'aveva fatto. E nemmeno la Caserma Bergia di piazza Carlina, prima sede dell'Arma dei carabinieri e attuale quartier generale del comando piemontese, e la Prefettura: la Soprintendenza non ha infatti autorizzato l'alienazione di questi due immobili di grande valore storico e artistico. L'autorizzazione è arrivata invece per il palazzo della Questura (valutato 15,3 milioni). Nell'elenco sono compresi altri immobili, come i terreni edificabili dell'area Ponte Mosca (9 milioni) e padiglioni e terreni della Facoltà di Veterinaria a Grugliasco (23,8 milioni)