Il direttore del Galileo si sbilancia: "Per gli interni 60 milioni". Il responsabile delle collezioni dell'Università: "Noi ci stiamo" Tutti d'accordo. Anzi no, entusiasti. Il sindaco Dario Nardella svela i suoi progetti culturali e d'un colpo si trova sulle spalle la responsabilità di non deludere le aspettative da lui stesso sollevate. Non solo il museo della scienza più grande d'Italia nella scuola dei Carabinieri alla stazione, che da solo basta ad immaginare un'altra Firenze oltre a quella delle arti. Sul fronte della contemporaneità, il polo della moda alla Manifattura si aggiunge a quello della memoria a Gavinana. E il Miglio della cultura tra il Duomo e l'Arno per valorizzare ciò che già c'è. Quattro soluzioni per una nuova 'mission' di un città assediata da un turismo ancora crescente. "Alla stazione 20mila metri quadrati che riuniscano tutto il patrimonio di collezioni, l'idea è valida. Non c'è posto migliore. Un museo del genere potrebbe puntare in breve ad 1 milione di visitatori", dice Paolo Galluzzi, storico della scienza e direttore del museo Galileo. Perché non c'è luogo migliore? "Santa Maria Novella è piena di scienza, dalla facciata astrologica al pulpito dal quale il domenicano Tommaso Caccini nel 1613 si scagliò contro Galileo: arte e scienza hanno sempre dialogato", dice Galluzzi. Convinto che l'impatto sarebbe enorme. Fino a diventare marketing: "Un museo del genere cambierebbe l'immagine stessa della città. Sarebbe gli 'Uffizi della scienza' e Firenze non sarebbe più solo la città dell'arte ma dell'arte e della scienza". Per questo, dice Galluzzi, il 'piano B' di Nardella, quello dei Lupi di Toscana non va: "Lì al massimo può starci uno Science center per scuole e famiglie". Ma quanti soldi servono per allestire il maxi museo? "Tolto l'adeguamento dei locali, su cui non posso esprimermi, circa 3mila euro a metro quadrato: 60 milioni. Cifre non impossibili", fa i conti Galluzzi. "L'idea è ottima", si lancia anche Guido Chelazzi direttore dei musei di storia naturale dell'università. "E mi piace che il sindaco veda il primo interlocutore nell'università, la Specola è il museo naturale più grande d'Italia. Certo, non si può trapiantare alla stazione, quel contenitore ha un valore in sè. E non dimentichiamo che la Specola è solo una delle otto sezioni che dalla paleontologia arrivano alla mineralogia", aggiunge Chelazzi. Via libera dunque: "È una bella intuizione e una bella sfida. Noi ci stiamo". Ci sta pure Donatella Lippi, a capo della Fondazione della scienza e della tecnica che gestisce il Planetario: "Lo sapete che ogni volta che arrivano gli studenti di Buffalo o di Sidney devo fare il tour della città? Vogliono vedere il museo della Medicina, le collezioni degli Innocenti o il museo Galileo: perdiamo giorni ad organizzare orari e visite", racconta Lippi. Eppoi: "Riunire tutto sarebbe vincente. Perché forse non ci rendiamo conto del patrimonio che abbiamo, mi vengono i brividi quando penso al microscopio col quale Filippo Pacini osservò nel 1854 il vibrione del colera trent'anni prima di Koch, celebrato come lo scopritore ufficiale". Serve qualche accortezza, dice il direttore degli Uffizi Antonio Natali: "Se alcune collezioni, più giovani, potrebbero essere facilmente spostate, altre potrebbero, o no, essere accorpate solo a partire da una attenta considerazione della loro origine e della loro storia". Ma nella 'mission' nardelliana non c'è solo questo."Abbiamo visitato la Manifattura Tabacchi, è una struttura bellissima, e stiamo valutando", dice Ferruccio Ferragamo. "Più che a nuove aule, di cui al momento non abbiamo bisogno, alla manifattura si può pensare ad un progetto sperimentale legato alla creatività", ipotizza la direttrice Linda Loppa. Il più entusiasta è però Andrea Panconesi, il 'patron' di Luisa che per primo parlò di moda alla Manifattura: "Contentissimo, ora diamo vita ad un comitato strategico con gli imprenditori privati". Subito dopo, "l'intesa col Comune che fissi gli obiettivi: non certo uno show-room o uno shopping-mall. Piuttosto qualcosa legato alla comunicazione, al marketing e all'informatica". Soddisfatta anche l'Anpi di Giorgio Pacini per il polo della memoria: "Siamo tutti d'accordo. Solo facciamo presto", dice il presidente della sezione Anpi di Gavinana.