Tommasini soddisfatto: abbiamo ridotto la burocrazia. Confcooperative plaude BOLZANO. Approvata ieri dal consiglio provinciale la legge sulle attività culturali (16 voti a favore, 9 contrari e 6 astensioni). Con la seduta di ieri si è anche conclusa la sessione estiva, ed i lavori dell'aula riprenderanno il 15 settembre. Il disegno di legge era stato presentato dagli assessori Christian Tommasini, Philipp Achammer (per la parte tedesca) e il ladino Florian Mussner, che avevano spiegato: «La norma prevede anche delle semplificazioni, e fa sì che i finanziamenti vengano impiegati al meglio con snellimento degli iter, meno burocrazia e più coordinamento delle varie Consulte, che rimarranno autonome». Ieri, nell'ambito delle dichiarazioni di voto, Brigitte Foppa (Gruppo Verde) ha isostenuto che molte proposte erano state accolte, «e questo è un buon approccio quando si parla di cultura». Per Foppa, rimangono però dei dubbi relativamente al fatto che si è fatto troppo poco in merito al plurilinguismo, e per questa ragione i verdi si sono astenuti. Da segnalare comunque che nel corso della discussione della nuova legge, la giunta provinciale ha accettato la proposta dei verdi di avviare le procedure per provincializzare la Siae (Società italiana degli autori ed editori). Pius Leitner (Die Freiheitlichen) ha ricordato il clima di apertura che ha caratterizzato i lavori nella Prima Commissione, ma ha criticato «la definizione di "minoranza culturale", che non esiste nell'accordo di Parigi e che apre la strada a minoranze albanesi o cinesi e interpreta in maniera non consona lo Statuto, che garantisce la minoranza tedesca e ladina». Dieter Steger, capogruppo Svp, ha sostenuto che la discussione ha dimostrato l'importanza di questa legge per l'Alto Adige. «Si tratta di una legge snella ha detto con carattere di legge quadro, e tutti i gruppi politici vi hanno partecipato attivamente. In quanto alla questione delle minoranze, la Svp tutelerà sempre il gruppo linguistico tedesco e ladino come minoranze, come ha fatto negli ultimi 70 anni». Secondo il consigliere Alessandro Urzì (Alto Adige nel cuore), «dato che il testo non é chiaro nel dettaglio ognuno ne dà l'interpretazione che vuole: si vedrà nell'applicazione della legge se essa offrirà apertura o piegherà la cultura ai bisogni della politica o ad atteggiamenti del passato». Intanto si registra il commento positivo di Confcooperative Federcultura. Il segretario di Confcooperative Andrea Grata, infatti, plaude «il provvedimento che innova, dopo oltre mezzo secolo, le politiche attive della cultura in chiave autonomistica».