La parola competitività nel centro destra scatena gli istinti peggiori e diventa occasione per allargare le aree di illegalità che già dilagano nel bel paese. Prima la maggioranza ha tentato di inserire la depenalizzazione della bancarotta fraudolenta nel decreto del governo sulla competitività. Ora ritorna alla carica, con una proposta che è anche peggiore, il deputato Guido Crosetto di Forza Italia, il quale riprende l'idea di Tremonti e propone di vendere le spiagge e i beni demaniali per rilanciare il turismo e con esso l'economia. Crosetto passa dalle parole (di Tremonti) ai fatti e presenta la proposta «Las Vegas», così battezzata da Ermete Realacci e dagli ambientalisti di Lega Ambiente e del Wwf, Roberto della Seta e Fulco Pratesi. Di fronte alle proteste, il deputato di Fi si comporta come un bambino pescato con le mani nella marmellata e assicura che l'idea è sua: Tremonti, Fi, la maggioranza e il governo non ne sanno nulla e non c'entrano. Anzi, afferma che la proposta è una bella provocazione. Se fossimo all'inizio della legislatura diremmo: in che mani siamo finiti! Ma, costituendo deregulation e irresponsabilità regole di comportamento di questa maggioranza, è bene prendere sul serio i parlamentari che diventano famosi (ricordate Cirami eCirielli?) perché inventano le proposte peggiori che poi la maggioranza utilizza. D'altronde, la soluzione Crosetto ha tanto allarmato organi di informazione e opinione pubblica, da meritare le prime pagine dei giornali e un'apposita trasmissione di «Primo Piano», nella quale messo a confronto con Bersani, il deputato di Forza Italia ha ribadito la serietà della sua proposta e l'intenzione di impegnarsi perché vada in porto. Essa prevede la concessione di beni demaniali per 90 anni, che equivale alla loro vendita, il silenzio assenso delle regioni e l'accordo di programma tra le amministrazioni interessate. Il punto più preoccupante è proprio quest'ultimo dal momento che «sostituisce ogni altra autorizzazione, approvazione e parere» e consente la costruzione e la gestione di tutte le opere compresa «l'eventuale realizzazione di case da gioco». Passando dalle provocazioni di Forza Italia alla situazione reale del paese si capisce che per rilanciare l'economia e renderla competitiva ci vuole ben altro. L'Italia è l'unico Paese dell'Unione Europea in recessione conclamata e con i conti pubblici sorvegliati e sottoposti a sanzioni già annunciate dal commissario europeo. Il Corriere della Sera (2 Giugno, Corriere Lombardia) fa sapere che nella regione sono a rischio 100 mila posti di lavoro, dei quali 50mila aMilano, nei seguenti settori: alimentari, commercio, trasporti, chimica e cosmetica, elettronica, costruzioni, legno, tessile, metalmeccanica. Tronchetti Provera ha venduto a una banca di affari inglese il settore cavi, penultimo pezzo di industria Pirelli, per cui rimangono solo i pneumatici. I distretti industriali del Paese sono appena 200. Di fronte a una situazione tanto drammatica quanto prevedibile, i nostri governanti e i parlamentari della maggioranza, pensano di risolvere i problemi favorendo attività che compromettono l'ambiente e il territorio, mettono in circolo capitali illegali, costituiscono occasioni di investimento per le organizzazioni criminali, allontanano i turisti dal Paese. Infatti, nel centro nord non solo non mancano le strutture recettive e per il divertimento, ma spingere la riviera romagnola e ligure verso il modello Las Vegas è davvero demenziale. Nel Sud il problema riguarda la brevità della stagione estiva che dura un mese. Al punto che migliaia di seconde case rimangono vuote undici mesi all'anno e alberghi e villaggi turistici subiscono la stessa sorte. È la domanda che manca e deve essere incrementata attraverso la promozione internazionale bene organizzata, il contenimento drastico dei costi dei trasporti aerei e ferroviari (il volo Milano-Lametia Terme come un volo per New York e per trasportare una macchina col treno bisogna fare un mutuo) e degli alberghi, la qualificazione dei servizi e del personale. Allungare la stagione turistica da uno e sei mesi, utilizzare le strutture nei mesi invernali per vacanze degli anziani e sviluppare il turismo congressuale, sono alcune condizioni essenziali perché il turismo diventi un'attività economica tale da trattenere i giovani e ridurre i livelli di economia sommersa che oggi valgono il 60-70 per cento del Pil. Se qualcuno pensa che è sufficiente riempire di cemento anche gli arenili e le zone demaniali ancora libere per incrementare il turismo è davvero fuori di testa. Operazioni come quelle proposte dall'onorevole Crosetto, sonomere operazioni immobiliari, certamente più utili a riciclare denaro non tanto pulito che nel nostro paese abbonda, che ad incrementare il turismo. Sa l'onorevole a chi appartiene la maggior parte delle strutture turistiche del sud? Se non lo sa, lo chieda al senatore Centaro, presidente della commissione antimafia e collega di partito, il quale è convinto che la forma di riciclaggio più diffusa è l'immobiliare.Epoi, in regioni nelle quali, non sempre le amministrazioni reggono all'urto delle pressioni di ogni tipo, gli accordi di programma sostitutivi delle normali autorizzazioni, darebbero un colpo ulteriore ai livelli già disastrosi di legalità.
Spiagge e las vegas: la competitività secondo il Polo
Il deputato di Forza Italia, Guido Crosetto, ha proposto una proposta per rilanciare l'economia italiana, consistente nella vendita delle spiagge e dei beni demaniali per 90 anni. La proposta, chiamata "Las Vegas", prevede la concessione di beni demaniali per 90 anni, il silenzio assenso delle regioni e l'accordo di programma tra le amministrazioni interessate. La proposta è stata criticata dagli ambientalisti e da altri politici, che la considerano una provocazione e una minaccia per l'ambiente e il territorio. La situazione economica dell'Italia è critica, con una recessione conclamata e conti pubblici sorvegliati e sottoposti a sanzioni.
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