Fugato il pericolo dell'ostruzionismo. Daldoss media con Degasperi su patrimonio esistente e commissioni TRENTO. Il confronto sugli emendamenti concordati proseguirà anche lunedì, ma già ieri lo spettro dell'ostruzionismo sulla riforma dell'urbanistica targata Daldoss è stato definitivamente fugato. In aula, Filippo Degasperi (M5s) ha annunciato il ritiro della maggior parte degli emendamenti. Claudio Civettini (Civica trentina) ha chiarito di non voler procedere all'ostruzionismo. Restano i 300 emendamenti della Lega Nord che, però, con il solo Maurizio Fugatti non sarà in grado di incidere più di tanto. All'avvio della discussione generale, Carlo Daldoss ha ricordato che i principi fondamentali della riforma sono «il risparmio dell'uso del suolo, l'attenzione al paesaggio e la riqualificazione dell'esistente, intervenendo anche sugli edifici incongrui all'insegna del "demolire si può" per rimuovere il costruito che nel corso del tempo ha rovinato l'ambiente». La riforma, ha proseguito l'assessore, punta poi alla qualità della progettazione e ad una forte semplificazione burocratica attraverso la razionalizzazione delle commissioni e rendendo certi i tempi delle pratiche edilizie. Daldoss ha messo anche l'accento sulla forte volontà di «favorire la partecipazione dei molti portatori di interesse e dei cittadini, mettendo a disposizione strumenti online». Secondo l'assessore non sarebbe bastata, per perseguire questi obiettivi, una semplice rivisitazione della legge provinciale del 2008. Filippo Degasperi, autore del pacchetto di emendamenti più corposo, ha mediato tutto il giorno con l'asssessore e i suoi dirigenti. «L'idea di un monitoraggio del patrimonio esistente è passata. Anche sulle commissioni stiamo cercando di limitare la discrezionalità politica. Quanto all'utilizzo di nuovo territorio, stiamo cercando una mediazione che imponga di verificare prima la possibilità di valorizzare l'esistente all'interno della comunità di valle, oltre che del comune». «Gli emendamenti presentati ha poi spiegato in aula sono lo strumento per dialogare e ottenere una condivisione su alcune modalità». Maurizio Fugatti cerca un alleggerimento del divieto a edificare seconde case. «È in contrasto con gli obiettivi della legge» osserva però il capogruppo del Pd Alessio Manica.