Legambiente e Italia Nostra: «È mancato il coraggio». Tiboni: «Si sbagliano» E' sorpresa, l'assessore Michela Tiboni. Il fuoco «amico» delle associazioni ambientaliste non se l'aspettava. I circoli bresciani di Legambiente e Italia Nostra accusano la giunta del Bono di «scarso coraggio» nel limitare l'urbanizzazione di nuove aree agricole: «Avevano promesso il consumo zero di suolo sottolinea Rossana Bettinelli (Italia Nostra) e invece non l'hanno mantenuto». Nella variante al Pgt vigente le aree vergini da edificare «sono state dimezzate» (-51), risponde l'assessore all'Urbanistica del comune di Brescia. E rivendica alcuni dei risultati più significativi sul fronte della tutela ambientale: l'allungamento dell'area protetta che unisce il Parco delle colline al corridoio ecologico che si srotola lungo il Mella; il parco locale di interesse sovracomunale del futuro Parco delle cave; il potenziamento del verde e le compensazioni in caso di nuovo cemento. E difronte agli ambientalisti che l'accusano di scarso coinvolgimento nella stesura della variante e della Vas, l'assessore appare di primo acchito amareggiata. Poi allarga le braccia e dice: «Non è vero. Abbiamo anche introdotto un sistema che consente di calcolare in maniera oggettiva il valore ecologico dei terreni. In caso di edificazione il privato deve compensare questa perdita con altro verde». A richiedere questa novità, precisa l'assessore, erano stati proprio gli ambientalisti. I quali, ieri, hanno messo nero su bianco la loro delusione nei confronti di «un'amministrazione che abbiamo sostenuto» e dalla quale «ci aspettavamo risposte diverse» aggiunge la presidente regionale di Italia Nostra. Il comparto Milano, per esempio. «Non è adatto ad assorbire altri 30 mila metri quadri» di costruzioni. La Bettinelli, seduta a fianco di Carmine Trecroci (Legambiente), fa emergere tutte quelle che considera le «incongruenze» della variante. Perché, ad esempio, permettere che si costruisca «l'ennesimo centro commerciale a Sant'Eufemia, che interferisce con il corridoio ecologico» che si collega con il futuro parco delle cave? Parco delle cave all'interno del quale sarà costruita una casa di riposo «lontana dal centro città e vicino alle zanzare dei laghetti». Per Tiboni, invece, bisogna considerare il lavoro di mediazione con Faustini, proprietario dell'area, che ha permesso di arrivare ad un accordo che evita il riempimento della discarica di amianto di via Brocchi e consente l'edificazione di una struttura utile «sia agli interessi pubblici sia a quelli privati». Insomma, è un botta e risposta a distanza, quello che si è consumato ieri tra gli ambientalisti e l'assessore, impegnata in via Marconi nella discussione sulle nuove norme tecniche di attuazione del Pgt. La variante sarà approvata definitivamente in consiglio comunale il 27 luglio, dopo un ultimo passaggio in giunta previsto per la prossima settimana. Ma una delle critiche più dure è la «mancanza di un vero e proprio progetto urbanistico», sostiene Bettinelli. «Non c'è stato un cambiamento sostanziale rispetto al Pgt di Paroli, ma solo una revisione» aggiunge Alberto Platto (Legambiente). Insomma, gli ambientalisti avrebbero voluto meno novità e un minor consumo di suolo, «ma un azzeramento risponde Tiboni era impensabile. Abbiamo fatto una scelta più equilibrata, che tenesse conto della storia della città».