Il riconoscimento le rafforzerebbe come marchio di promozione dell'offerta turistica La città di Bergamo, che è anche capofila del progetto, la Provincia e la Regione Lombardia, hanno firmato per primi, ieri, il Protocollo di intesa, per la definizione e l'attuazione della parte nazionale del dossier di candidatura a Patrimonio dell'Unesco e del piano di gestione del sito, relativi al progetto transnazionale «Opere di difesa veneziane tra XV e XVII secolo». Il protocollo permetterà anche ai diversi soggetti partecipanti il coordinamento e la collaborazione per tutelare, conservare e valorizzare il sito. «La presenza della Regione Lombardia ci rafforza molto ha detto il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, in occasione della firma , perché in questo contesto i livelli istituzionali diventano titoli di merito di fronte alla commissione Unesco. Considerando, anche, che questa è l'unica candidatura italiana per il 2016». Ottenere questo riconoscimento è importante per la città, ma anche per l'intero territorio provinciale, perché «le Mura sono state scelte come simbolo e marchio di promozione dell'offerta turistica ha sottolineato il presidente della Provincia, Matteo Rossi e ci sono altre piccole realtà sparse in provincia che conservano i segni del dominio veneto». Il successo di questa candidatura, infine, rafforzerebbe il primato lombardo: la nostra Regione conta nove siti più un patrimonio immateriale, che è l'arte del fare la liuteria di Cremona, su una cinquantina italiani. Beni che «la Regione ha sempre sostenuto ha affermato l'assessore regionale alle Culture, identità e autonomie, Cristina Cappellini sia con gli investimenti, quasi quattro milioni di euro in due anni, di cui 350 mila solo per quello di Crespi d'Adda, sia con i bandi, sia con la promozione attraverso il video «La memoria del domani», realizzato con il Centro sperimentale cinematografico lombardo (proiettato ieri sera a Crespi, ndr )».